Finalmente riesco a stare un po' serenamente al computer per un tempo sufficiente a mettere insieme pensieri ed emozioni e tradurli in parole.
Dopo più di 4 mesi posso dire che essere madre è senz'altro la cosa più faticosa e totalizzante che mi sia capitata nella vita. Giornate e nottate sono costantemente dedicate a lui, le poche letture che riesco a concedermi sono ancora per lui. Quando si esce per un aperitivo o per una cena con amici (con nano al seguito, of course) devo fare uno sforzo pazzesco per riuscire a staccare: mi sento come dentro una bolla, mi sembra di non avere altri argomenti all'infuori di lui, e questo mi fa sentire un pesce fuor d'acqua, una forma di vita capitata lì da un altro pianeta.
Rimpiango molto delle potenzialità della vita da "senza figli", anche cose che in realtà probabilmente non avrei fatto comunque. Ma in qualche modo avrei potuto, a volte mi manca anche solo sapere di potere, eventualmente.
Poi però quando succedono certe cose mi piglia male. Tipo quando mi accorgo che un body o una tutina gli stanno stretti. Oppure quando mi dicono che tra un po' ha cinque mesi, si può cominciare a dargli la mela grattugiata. Per un nanosecondo mi passa per la testa mio figlio da adolescente, chiuso nella sua stanza con la musica a palla, che non mi cerca più per le coccole, che non elargisce più sorrisi a volontà e che quando è con gli amici fa finta di non conoscermi.
Certi giorni sono talmente stremanti che lo vorrei già grande, mi chiedo quando passerà il tempo della totale dipendenza da me, salvo poi fare marcia indietro quando mi accorgo che è vero, "poi crescono". Ogni loro progresso ti riempie di gioia e ti fa rimanere di merda allo stesso tempo.
Ecco, si è svegliato.

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