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martedì 13 settembre 2011

L'ennesima pippa mentale

Vorrei sapere perché continui ad apparire nei miei sogni.
Sempre lo stesso stupido sogno ricorrente: io che cerco di parlarti e tu che non vuoi, io che cerco di stabilire un contatto con te e tu che scappi, che mi accusi di cose che io ti avrei fatto.
In realtà sappiamo perfettamente che nessuno può intrufolarsi volontariamente nei sogni altrui, che tutto ciò che sogniamo in realtà è frutto della nostra stessa testa.
E arrivare a dare la colpa a se stessi di tutto ciò che non è andato e non va è un fallimento doppio.
Perché non riuscire a controllare il comportamento altrui è normale e anche giusto, non riuscire a controllare nemmeno se stessi è quanto di più frustrante possa esserci.
Forse dovrei fare come hai fatto tu e come fanno gli immaturi in generale, scaricare la colpa di tutto ciò che non ha funzionato addosso agli altri.
Gli altri cattivi, egoisti, pazzi, e non onesti e sensibili come noi.
Sarebbe probabilmente molto più facile, vivrei molto meglio senza incolparmi di continuo, senza chiedermi ogni giorno come potrei fare per migliorare, per non fallire di continuo nei rapporti interpersonali.
Perché non riesco ad essere diversa da ciò che sono???
Le cose che vieni a dirmi in sogno sono probabilmente solo le cose che penso di meritarmi, per essere quello che sono.
Le cose che mi dici sono in realtà le cose che io dico a me stessa, accuse che muovo verso me stessa.
Ma adesso penso che è meglio essere immaturi come te, piuttosto che masochisti come me.
Ho sempre pensato che senza autocritica non si cresce, non ci si evolve, non si matura.
Ma io ci vado troppo pesante e con questa poca autostima mi sto letteralmente autodistuggendo.

sabato 10 settembre 2011

Ma fenêtre ouverte

Nella tranquillità della mia nuova cameretta che comincia a sembrare davvero la mia stanza...
in mutande e canotta, con la finestra spalancata, che tanto i palazzi di fronte sono abbastanza lontani da impedire alla gente di vedermi in tutta la mia quasi nudità...
sentendo provenire dalla strada gli sproloqui/torpiloqui, il rombo dei motori e la musica dance obbrobriosa dalle autoradio dei tamarri di quartiere...
ascoltando il più vicino suono della rilassante e un po' malinconica musica jazz passata dalla mia radio preferita...
con i capelli bagnati, finchè la stagione permette di farlo...
ho letto che asciugandoli all'aria non dovrebbero gonfiarsi più di tanto...
tanto lo so che alla fine saranno comunque indecenti e dovrò passargli la piastra.

Mi viene in mente una canzone che ascoltava spesso il mio ex francese e che ogni tanto mi cantava...

Dans la rue déserte,
Ma fenêtre ouverte,
Je suis frit confit.
Ma princesse est brune,
Mon baboulin fume,
C'est le paradis.

Ne fais pas la belle,
Tu me fends le cœur,
Ne me dis pas non !
Ne fais pas la belle,
Ne sois pas cruelle,
Ne me dis pas non !

Par la voie des ondes,
Écoutant le monde,
Tu pars loin d'ici.
Laisse les nouvelles,
Je n'ai pas besoin d'elles,
Je suis frit confit.

La ville est tranquille,
Un gabian qui file,
Je suis frit confit.
Ici, sous la couette,
Une bête à deux têtes,
C'est le paradis.



Penso a quanto tempo è passato...
un anno ormai, da quando me ne andai definitivamente da Toulouse.
E prima e dopo di allora...
dubbi su dubbi.
E poi...
l'ansia e la paura di aver sbagliato tutto, di aver perso di tutto, dopo aver trovato finalmente un posto e una vita dove finalmente mi sentivo al mio posto, vedermi scivolare all'improvviso tutto dalle mani, completamente impotente.
E poi, ad intermittenza, il ricordo dei discorsi fatti con una persona che mi ha aiutato a fare chiarezza dentro di me in passato, che diceva che anche quando ci sembra di non stare scegliendo in realtà inconsciamente stiamo facendo scelte ben precise.
Probabilmente sono stata semplicemente coraggiosa a fare la scelta giusta per entrambi, pur a costo di grandi sofferenze.
Scelta dolorosa almeno per me, visto che a quanto pare lui se l'è fatta passare in fretta.
E comunque, nessuno mi ha impedito ai tempi di restare lì con lui.
Avrei potuto rimanere.
Con sacrificio, ma avrei potuto.
Ma evidentemente ho preferito fare altro.
Ormai è acqua passata.

Sto pensando che questo cambiamento di casa e coinquilini mi ha veramente regalato una sferzata di tranquillità.
Mi sento meglio adesso, più serena, ma vediamo come va.
Magari è giusto la novità del momento.
Questo autunno/inverno sotto con la tesi e poi chissà che sarà...
sogno i sogni più belli, e mi piace sapere che in me ho tutto quello che serve per realizzarli.