E una mattina qualunque, come tante altre
-come ormai troppe-
svegliarsi
aprire gli occhi, realizzare dove si è
assaporare le riminiscenze dell'ennesimo brutto sogno
ripetere i soliti gesti di routine
-colazione, lavare i piatti, accendere il pc-
e sentire di nuovo, per l'ennesima volta,
con brutale sicurezza, senza scampo
che non si è al proprio posto
che la nostra vita non ci assomiglia
che ci sta stretta
che assomiglia a un vicolo cieco
e poi realizzare -peggio ancora-
che non sappiamo cosa diavolo fare
per riuscire a smuoverci di lì
e prenderci ciò di cui invece avremmo bisogno.
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lunedì 18 febbraio 2013
lunedì 11 febbraio 2013
Grazie
Niente. Proprio non si smuove niente.
Farò ancora per molto tempo la commessa part-time tappabuchi 18 ore a settimana?? Boh, può darsi, sempre che non decidano di chiudere tutto e lasciarmi a casa. Vabbè, "ringrazia che almeno un lavoro ce l'hai" è stata la frase di almeno metà dell'anno appena trascorso e anche di quello appena iniziato.
Grazie.
Intanto vedere intorno a te gente che riceve promozioni perché si è fatta il culo, è vero, ma se è riuscita ad entrare e a far vedere quanto è brava perché comunque c'è stato qualcuno che ci ha messo la buona parola... ti fa rodere il culo! Anche se questa è gente a cui vuoi bene. Perché esiste anche tanta gente valida, che vorrebbe dimostrare cosa è in grado di fare, vorrebbe crescere e impegnarsi ma... non è figlia di Caio né nipote di Sempronio, e quindi sono cazzi suoi!
E non voglio essere ipocrita, perché se potessi averla anch'io quella raccomandazione per poter venire a galla, se avessi qualcuno che mi segnalasse alle persone giuste, ammetto che non perderei occasione di sfruttarlo, quell'aiuto.
Ci vuole anche una buona dose di botta di culo nella vita, niente da fare.
E la legge d'attrazione, e i sogni son desideri, e il karma, e sa il cazzo, e bla bla bla... Non ci resta che crederci.
Intanto ho la giornata libera e fuori c'è la tormenta di neve e in casa la temperatura non riesce a raggiungere i 18°C nonostante il riscaldamento a palla... Vabbè, "ringrazia che almeno una casa col riscaldamento ce l'hai".
Grazie.
lunedì 17 settembre 2012
Coffee, please!
L'estate è agli sgoccioli e oggi è venuta a trovarmi la classica spossatezza autunnale...
Come sempre in questo periodo, con la graduale diminuzione della luce e l'abbassamento delle temperature, mi sento stanca e assonnata pur avendo fatto una bella dormita e non aver per niente faticato... oltre all'immancabile umore malinconico... a voi non capita?
E allora farsi prendere dai pensieri negativi è più facile del solito... quel fondo di insoddisfazione dovuto a un lavoro reso odioso da una capa odiosa, a uno stipendio misero misero, a una città che non riesce a piacermi neanche un po', ai curricula spediti completamente a vuoto da troppo tempo ormai, alla possibilità di cambiare qualcosa che mi sembra sempre più remota... e il sapere di tanta gente in condizioni peggiori delle mie mi spaventa, anziché consolarmi. Mi toglie ogni energia.
Detto questo, comunque, è da quest'estate che mi sento in vena creativa e ho ripreso in mano ferri da maglia, uncinetto, pennelli, carta da découpage... Al momento è in corso la creazione di una sciarpa, ma vorrei andare oltre, visto che il lavoro scarseggia e di tempo da "perdere" ne ho a volontà. Vorrei trovare qualche corso per migliorarmi e creare cose più complesse. E ovviamente, vorrei rimettermi in moto, magari con un po' di yoga, perché mi sento un blocco di marmo!
E voi, come siete messe/i con questo inizio d'autunno?
domenica 8 luglio 2012
L'estate continua...
I giorni di convivenza nella dimora del moroso nella periferia milanese trascorrono tranquilli... insieme si sta bene.
E' bello condividere i piccoli attimi di quotidianità... fare la spesa, cucinare, mangiare, fare l'amore, addormentarsi e svegliarsi insieme.
Poi però c'è il mondo là fuori, un mondo che ancora e ancora non riesce a darmi ciò che vorrei.
Mi manca ancora la mia vera vita, quello che vorrei che essa fosse, quello che ho trovato in passato e mi è stato tolto e non ho più trovato. E allora mi fa paura rendermi conto che ciò che considero così bello è anche un ostacolo sulla mia strada per la ricerca di ciò che voglio. Il compromesso non è mai stato il mio forte.
E poi c'è anche da dire che la nostra bella quotidianità, che sembra tanto idilliaca, non è e non sarà mai veramente la realtà, perché un figlio non si cancella. E' lì e ha bisogno di tutto ciò che gli si può dare. Tornerà ad essere parte integrante della vita della persona con cui sto.
E allora cosa sarà?
Cosa voglio?
Dove sto andando?
Vabbè... carpe diem.
Intanto abbiamo prenotato per 4 giorni a Barcellona. E questo mi piace assai.
martedì 20 dicembre 2011
Austerity Time
Le voci di corridoio che correvano in giro non sono più voci di corridoio.
Oggi mi è stato ufficialmente comunicato che il punto vendita dove lavoro (insieme a tanti altri punti vendita in Italia) chiuderà alla fine della stagione e l'azienda, per riuscire a ricollocare tutto il personale assunto, ha optato per una generale riduzione dell'orario lavorativo, anziché licenziare. Da febbraio lavorerò solo 18 ore a settimana, in un negozio diretto dello stesso marchio. Con le ovvie conseguenze sulla busta paga.
Per fortuna non ho figli da mantenere, e ho una famiglia che al limite può darmi una mano. Insomma, meglio a me che a qualcun'altro, devo riconoscerlo.
In fin dei conti ad aprile mi laureo e avrò voglia di puntare a ben'altro. Posso tener duro o comunque sperare di integrare le 18 ore con un altro lavoretto (a trovarlo!).
Mi hanno fatto proprio un bel regalo di Natale e compleanno!! (che sarebbe domani, ma vabè...)
Cos'altro dire... boh! Non voglio pensare a nient'altro se non all'oggi. Anche perché in fin dei conti al momento non mi è concesso nient'altro se non vivere costantemente nel presente.
Arriveranno pure i bei progetti e pure il modo di realizzarli, cerco di essere fiduciosa.
Il lato positivo di tutto questo? Mi metteranno a lavorare nella sede che preferisco, in una delle zone più belle della città (Galleria Vittorio Emanuele II) e impiegherò solo 15 minuti di metrò da casa a lavoro! E me ne andrò da quel postaccio pieno di ignoranza, falsità e decisamente poca, pochissima professionalità. Non conosco perfettamente quello che troverò, è vero, ma conosco sicuramente ciò che lascio.
Oggi mi è stato ufficialmente comunicato che il punto vendita dove lavoro (insieme a tanti altri punti vendita in Italia) chiuderà alla fine della stagione e l'azienda, per riuscire a ricollocare tutto il personale assunto, ha optato per una generale riduzione dell'orario lavorativo, anziché licenziare. Da febbraio lavorerò solo 18 ore a settimana, in un negozio diretto dello stesso marchio. Con le ovvie conseguenze sulla busta paga.
Per fortuna non ho figli da mantenere, e ho una famiglia che al limite può darmi una mano. Insomma, meglio a me che a qualcun'altro, devo riconoscerlo.
In fin dei conti ad aprile mi laureo e avrò voglia di puntare a ben'altro. Posso tener duro o comunque sperare di integrare le 18 ore con un altro lavoretto (a trovarlo!).
Mi hanno fatto proprio un bel regalo di Natale e compleanno!! (che sarebbe domani, ma vabè...)
Cos'altro dire... boh! Non voglio pensare a nient'altro se non all'oggi. Anche perché in fin dei conti al momento non mi è concesso nient'altro se non vivere costantemente nel presente.
Arriveranno pure i bei progetti e pure il modo di realizzarli, cerco di essere fiduciosa.
Il lato positivo di tutto questo? Mi metteranno a lavorare nella sede che preferisco, in una delle zone più belle della città (Galleria Vittorio Emanuele II) e impiegherò solo 15 minuti di metrò da casa a lavoro! E me ne andrò da quel postaccio pieno di ignoranza, falsità e decisamente poca, pochissima professionalità. Non conosco perfettamente quello che troverò, è vero, ma conosco sicuramente ciò che lascio.
giovedì 8 dicembre 2011
Progressi
Ho fatto una settimana di full immersion nella tesi... sono ufficialmente a metà strada.
Con i complimenti della relatrice.
Manca ancora l'altra metà per finire, ma lo sento comunque un traguardo importante.
Non manca la paura, talvolta la forte sfiducia per il dopo, per quel futuro che una volta mi riempiva d'entusiasmo.
E mi incazzo perché è assurdo che mi senta così.
Non so se è meglio sognare e farmi dei bei film, perché c'è chi dice che è il primo passo per riuscire a farli avverare...
oppure rimanere con i piedi per terra e non volare troppo alto con la fantasia, per non scontrarmi troppo forte con una realtà deludente.
Ma ho deciso di sforzarmi di pensare alle cose quando è il momento, e non prima.
Allora spingo forte da una parte le sensazioni inutili e dannose, cerco di appallottolarle come una pallina di carta d'alluminio, che stringo per farla diventare sempre più piccola.
E sembrano non dare più molto fastidio.
Complimenti anche da parte del mio insegnante di recitazione, che dice che sto imparando a tirar fuori la voce.
E sarà una stupidata ma anche questo mi ha fatto piacere.
Con i complimenti della relatrice.
Manca ancora l'altra metà per finire, ma lo sento comunque un traguardo importante.
Non manca la paura, talvolta la forte sfiducia per il dopo, per quel futuro che una volta mi riempiva d'entusiasmo.
E mi incazzo perché è assurdo che mi senta così.
Non so se è meglio sognare e farmi dei bei film, perché c'è chi dice che è il primo passo per riuscire a farli avverare...
oppure rimanere con i piedi per terra e non volare troppo alto con la fantasia, per non scontrarmi troppo forte con una realtà deludente.
Ma ho deciso di sforzarmi di pensare alle cose quando è il momento, e non prima.
Allora spingo forte da una parte le sensazioni inutili e dannose, cerco di appallottolarle come una pallina di carta d'alluminio, che stringo per farla diventare sempre più piccola.
E sembrano non dare più molto fastidio.
Complimenti anche da parte del mio insegnante di recitazione, che dice che sto imparando a tirar fuori la voce.
E sarà una stupidata ma anche questo mi ha fatto piacere.
sabato 29 ottobre 2011
E' arrivata pure la nebbia...
Uscendo da lavoro la nebbia mi ha colto di sorpresa...
con il sole e le temperature in rialzo avevo per un attimo dimenticato che stiamo andando verso un gelido inverno, ma la prima nebbiolina di questa sera me l'ha ricordato.
L'autunno mi fa arrancare, l'ho già detto.
Mi sento a pezzi e ho le palpebre pesanti come se non dormissi da giorni.
Sabato fiacco al lavoro, pochi clienti...
Tanta gente è partita per il ponte di Ognissanti e io ovviamente il primo novembre sarò a lavoro...
a fare per lo più la bella statuina! Che strazio.
Mi sto auto-convincendo che per non essere angosciata dal futuro è meglio vivere giorno per giorno, e affrontare i problemi man mano che essi si presentano.
Evito di leggere giornali e guardare TG per non sentire notizie di crisi economica, perché sono anche quelle a far sentire angosciati i giovani, ma soprattutto a farli sentire impotenti.
O almeno è così che io a volte mi sento.
Sta pure girando anche voce che il posto dove lavoro chiuderà, perché non frutta quanto dovrebbe, ma il mio responsabile mi ha detto che è solo un'ipotesi e di non preoccuparmi, perché comunque sono tutelata da un contratto a tempo indeterminato...
ma io faccio fatica a crederci.
L'ottimismo però è quello che ci rimane, perché non c'è veramente altro da fare.
E vabè, allora stiamo allegri allora...
Non sono molto convincente, lo so.
Spero di non avervi messo troppa depressione addosso in quest'autunno già deprimente di suo...
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