Lilypie First Birthday tickers

giovedì 2 ottobre 2014

Terremoto

Già da quando risiedeva nel mio ventre ho intuito che mio figlio sarebbe stato un bambino moooolto vivace.
Si muoveva in continuazione. Persino la ginecologa, all'ecografia morfologica, l'ha definito un terremoto. "Continua a muoversi e rigirarsi, non riesco a prendere le misure".

A un mese e mezzo ha smesso di voler dormire di giorno. 

A quattro mesi mi sono voltata un secondo e si è lanciato dal fasciatoio.

Stamattina l'ho messo a giocare nel suo lettino, come di consueto. Mi sono voltata un minuto e quando mi sono rigirata verso di lui l'ho trovato aggrappato alla sponda del lettino, in piedi, sporto all'infuori fino alla pancia. L'ho acciuffato appena in tempo. Quando ha visto la mia faccia da "urlo di Munch" si è pure messo a ridere! E siamo solo a sei mesi e mezzo.

Ho la sensazione che appena imparerà a camminare morirò di infarto.

giovedì 31 luglio 2014

Finalmente dorme

Finalmente riesco a stare un po' serenamente al computer per un tempo sufficiente a mettere insieme pensieri ed emozioni e tradurli in parole. 

Dopo più di 4 mesi posso dire che essere madre è senz'altro la cosa più faticosa e totalizzante che mi sia capitata nella vita. Giornate e nottate sono costantemente dedicate a lui, le poche letture che riesco a concedermi sono ancora per lui. Quando si esce per un aperitivo o per una cena con amici (con nano al seguito, of course) devo fare uno sforzo pazzesco per riuscire a staccare: mi sento come dentro una bolla, mi sembra di non avere altri argomenti all'infuori di lui, e questo mi fa sentire un pesce fuor d'acqua, una forma di vita capitata lì da un altro pianeta.

Rimpiango molto delle potenzialità della vita da "senza figli", anche cose che in realtà probabilmente non avrei fatto comunque. Ma in qualche modo avrei potuto, a volte mi manca anche solo sapere di potere, eventualmente. 

Poi però quando succedono certe cose mi piglia male. Tipo quando mi accorgo che un body o una tutina gli stanno stretti. Oppure quando mi dicono che tra un po' ha cinque mesi, si può cominciare a dargli la mela grattugiata. Per un nanosecondo mi passa per la testa mio figlio da adolescente, chiuso nella sua stanza con la musica a palla, che non mi cerca più per le coccole, che non elargisce più sorrisi a volontà e che quando è con gli amici fa finta di non conoscermi. 

Certi giorni sono talmente stremanti che lo vorrei già grande, mi chiedo quando passerà il tempo della totale dipendenza da me, salvo poi fare marcia indietro quando mi accorgo che è vero, "poi crescono". Ogni loro progresso ti riempie di gioia e ti fa rimanere di merda allo stesso tempo.

Ecco, si è svegliato.

martedì 15 aprile 2014

La nostra vita nuova

Che dire?

...che prima conoscevo un significato ben preciso della parola "dormire", mentre adesso è qualcosa che so che esiste ma che a me non succederà mai davvero, tipo vincere al Superenalotto.
(Tra l'altro la carenza di sonno fa fare cose strane, tipo eliminare tutti i commenti al post precedente anziché pubblicarli... Mi scuso con chi ha commentato!)
...che prima avevo pudore nel mostrare le mie tette in pubblico, mentre adesso hanno assunto una funzione completamente diversa, lontana mille miglia dal concetto di seduzione.

...che dalla mia vita dipende quella di qualcun'altro, per il quale sono praticamente tutto, e questo mi fa sentire alle volte fortunata, altre volte penso di essermi cacciata in un bel guaio.

...che prima le urla di un neonato in preda alle coliche mi avrebbe fatto scappare mille miglia lontana, mentre adesso sento il bisogno di tenerlo più vicino possibile.

...che mai e poi mai avrei nemmeno lontanamente immaginato che il mio compagno potesse vedermi fare la pupù. E poi invece mi sono ritrovata con lui in sala parto.

...che non avrei mai pensato che pupù, pipì e vomito di un altro essere potessero farmi meno schifo delle mie. Ma è proprio così.

...che il mio bimbo è bellissimo. Difatti già mi somiglia un casino =D

...che ho sonno. Sonno. SONNO.

lunedì 17 marzo 2014

L'acidume del decimo mese

Oggi è una giornata da maniche corte. Mi sono resa conto che, seppur in anticipo, è quasi tornata l'estate e io sono ancora incinta. Non ne posso più.

Il signorino se la prende comoda. La sua piccola grande testolina sembra esattamente piantata sulla mia vescica, e il tempo è scandito dalle mie visite alla toilette: anziché il cucù, c'è il rumore dello sciacquone.

A tutti quelli che mi dicono che sono magra e la mia pancia è piccola, spaccherei il naso a testate. Perché a questo punto non lo vivo più come un complimento. Proporzionati al mio peso in origine e alla mia fisicità, questi chili pesano lo stesso, anche se tu ne avevi presi 15 in più.

E tutti i giorni la stessa solfa... "E' nato?" "No" "E perchè?" "E io che cazzo ne so????" "Allora è proprio pigro" "Sì va be' vaffanculo, dovresti sentire i calci che tira, tu che peraltro non hai neppure mai avuto figli".

Ovviamente queste conversazioni si svolgono -per ora- solo nella mia mente. Nella realtà sfodero la maschera da Gioconda, ma sfodererei con piacere un manganello.

mercoledì 19 febbraio 2014

Countdown

Mancano solo 25 giorni in teoria, in pratica magari anche meno e... ancora faccio fatica a dire che sì, presto avrò un figlio. Aiuto.
Sette mesi non mi sono bastati per metabolizzare la notizia, non mi sembra ancora vero, anche se ho già pronto praticamente tutto e ho già scelto pure il pediatra. Forse non mi basterà una vita per rendermene pienamente conto.
Sarò MADRE. Brivido.

Il liquido amniotico è diminuito, ho sempre la pancia contratta, con doloretti vari, e mi sa che la creatura è pure scesa un po' più giù perché non mi preme più su costato e stomaco. Eccetto quando sente della musica, allora ho notato che comincia ad agitarsi come un pazzo e a sferrare calci nei miei polmoni.
Tutto questo lascia presagire che è quasi ora. Mioddio.

Non sono ancora riuscita a farmi una foto con la panza. C'è gente lontana che aspetta di vederla, e io non ce l'ho ancora fatta.

Quando immaginavo un'eventuale gravidanza pensavo ai luoghi comuni di donne raggianti, al settimo cielo, pienamente realizzate... e invece no. E' un periodo pieno di sensazioni ed emozioni contrastanti, o almeno per me così è stato.

Ieri c'è stata l'ultima lezione di yoga e ho detto "non appena riesco a riorganizzarmi la vita probabilmente torno". Infatti la cosa più difficile per me è immaginare la mia vita DOPO. Non dover pensare più solo a me stessa, tarare tutto in funzione di un impegno molto più grande, che toglie sonno e tempo. Almeno all'inizio. E c'è chi dice che è quello il bello... dà un nuovo senso alla vita.

Ma comunque...
...ho voglia di rientrare negli abiti che ho nell'armadio.
...di poter stare sdraiata a pancia in giù.
...di riuscire a camminare senza oscillare a destra e a sinistra.
...di tornare alla mia taglia di reggiseno originaria, che così mi sento una mucca (ma per questo ci vorrà ancora un bel po' di tempo...).
...di riuscire a piegarmi per mettere le scarpe senza ricevere una pedata nei polmoni.
...di non sentirmi più dire dal mio fidanzato "non so come prenderti..."
Ecco, soprattutto l'ultima, davvero.


giovedì 23 gennaio 2014

Monotematicamente...

Non sono mai stata una grande scrittrice, aggiorno il blog regolarmente ma ho sempre scritto con parsimonia.
Poi adesso diventerei senza dubbio estremamente monotematica, quindi meglio contenersi. Ciò che è veramente importante, ciò che mi passa più di tutto per la testa, è il piccolo ospite dentro il mio corpo -che tanto piccolo non è più- e tutti gli argomenti a lui correlati. Mancano solo 52 giorni... e onestamente spesso spero che decida di farsi vedere anche un po' prima, perché il peso stimato alla nascita a termine è circa 3.400 kg... 
Ormai cerca di allargarsi in tutte le direzioni, ma ama soprattutto spingere contro la mia gabbia toracica. Sembra davvero che sia appollaiato sulle mie costole, e la conseguenza è spesso la sensazione di una spada conficcata nella schiena che oltrepassa la gabbia toracica da dietro ad avanti, e una posizione comoda per me non esiste. Per non parlare di quando decide di piantarsi sulle vertebre lombari, ma lì quando insiste credo di aver trovato un modo per spostarlo un po'.

La ginecologa, misurandogli il femore ha detto "un bimbo dalle gambe lunghe", abbastanza sopra la media, e non si è ancora capito bene perché, vista l'altezza dei genitori (1,63+1,70). Entrambi di costituzione minuta. Buon per lui, meno per me che devo tenerlo dentro e poi spararlo fuori... Odddio. Non devo pensarci.
Per il resto pian piano si fanno acquisti, si ricevono regali e si riempie la valigia per l'ospedale. Tra poco arriverà anche il lettino e lo spazio in casa sarà sempre meno... Comincia anche il pensiero "cazz, abito al terzo piano senza ascensore, non c'è spazio per il passeggino, ecc..." ma anche a quello troverò una soluzione, senza impazzire, spero.
Per il resto... secondo voi è normale che io abbia scelto il nome per il bimbo, ma che non riesca ancora a riferirmi a lui con il nome che ho scelto? Forse non riesco ancora a considerarlo un individuo a sé, ma ancora solo un'estensione di me stessa... Quando mi dicono "siete in due" a me fa ancora strano, davvero, ammetto che mi dà quasi fastidio...