Lilypie First Birthday tickers
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giovedì 2 ottobre 2014

Terremoto

Già da quando risiedeva nel mio ventre ho intuito che mio figlio sarebbe stato un bambino moooolto vivace.
Si muoveva in continuazione. Persino la ginecologa, all'ecografia morfologica, l'ha definito un terremoto. "Continua a muoversi e rigirarsi, non riesco a prendere le misure".

A un mese e mezzo ha smesso di voler dormire di giorno. 

A quattro mesi mi sono voltata un secondo e si è lanciato dal fasciatoio.

Stamattina l'ho messo a giocare nel suo lettino, come di consueto. Mi sono voltata un minuto e quando mi sono rigirata verso di lui l'ho trovato aggrappato alla sponda del lettino, in piedi, sporto all'infuori fino alla pancia. L'ho acciuffato appena in tempo. Quando ha visto la mia faccia da "urlo di Munch" si è pure messo a ridere! E siamo solo a sei mesi e mezzo.

Ho la sensazione che appena imparerà a camminare morirò di infarto.

lunedì 17 marzo 2014

L'acidume del decimo mese

Oggi è una giornata da maniche corte. Mi sono resa conto che, seppur in anticipo, è quasi tornata l'estate e io sono ancora incinta. Non ne posso più.

Il signorino se la prende comoda. La sua piccola grande testolina sembra esattamente piantata sulla mia vescica, e il tempo è scandito dalle mie visite alla toilette: anziché il cucù, c'è il rumore dello sciacquone.

A tutti quelli che mi dicono che sono magra e la mia pancia è piccola, spaccherei il naso a testate. Perché a questo punto non lo vivo più come un complimento. Proporzionati al mio peso in origine e alla mia fisicità, questi chili pesano lo stesso, anche se tu ne avevi presi 15 in più.

E tutti i giorni la stessa solfa... "E' nato?" "No" "E perchè?" "E io che cazzo ne so????" "Allora è proprio pigro" "Sì va be' vaffanculo, dovresti sentire i calci che tira, tu che peraltro non hai neppure mai avuto figli".

Ovviamente queste conversazioni si svolgono -per ora- solo nella mia mente. Nella realtà sfodero la maschera da Gioconda, ma sfodererei con piacere un manganello.

mercoledì 19 febbraio 2014

Countdown

Mancano solo 25 giorni in teoria, in pratica magari anche meno e... ancora faccio fatica a dire che sì, presto avrò un figlio. Aiuto.
Sette mesi non mi sono bastati per metabolizzare la notizia, non mi sembra ancora vero, anche se ho già pronto praticamente tutto e ho già scelto pure il pediatra. Forse non mi basterà una vita per rendermene pienamente conto.
Sarò MADRE. Brivido.

Il liquido amniotico è diminuito, ho sempre la pancia contratta, con doloretti vari, e mi sa che la creatura è pure scesa un po' più giù perché non mi preme più su costato e stomaco. Eccetto quando sente della musica, allora ho notato che comincia ad agitarsi come un pazzo e a sferrare calci nei miei polmoni.
Tutto questo lascia presagire che è quasi ora. Mioddio.

Non sono ancora riuscita a farmi una foto con la panza. C'è gente lontana che aspetta di vederla, e io non ce l'ho ancora fatta.

Quando immaginavo un'eventuale gravidanza pensavo ai luoghi comuni di donne raggianti, al settimo cielo, pienamente realizzate... e invece no. E' un periodo pieno di sensazioni ed emozioni contrastanti, o almeno per me così è stato.

Ieri c'è stata l'ultima lezione di yoga e ho detto "non appena riesco a riorganizzarmi la vita probabilmente torno". Infatti la cosa più difficile per me è immaginare la mia vita DOPO. Non dover pensare più solo a me stessa, tarare tutto in funzione di un impegno molto più grande, che toglie sonno e tempo. Almeno all'inizio. E c'è chi dice che è quello il bello... dà un nuovo senso alla vita.

Ma comunque...
...ho voglia di rientrare negli abiti che ho nell'armadio.
...di poter stare sdraiata a pancia in giù.
...di riuscire a camminare senza oscillare a destra e a sinistra.
...di tornare alla mia taglia di reggiseno originaria, che così mi sento una mucca (ma per questo ci vorrà ancora un bel po' di tempo...).
...di riuscire a piegarmi per mettere le scarpe senza ricevere una pedata nei polmoni.
...di non sentirmi più dire dal mio fidanzato "non so come prenderti..."
Ecco, soprattutto l'ultima, davvero.


mercoledì 6 novembre 2013

Mi rifiuto.

Perché io non capisco da quando è così difficile organizzare un incontro con un amico. 
Non capisco come sia possibile che quasi tutti siano così super impegnati e presi dalle incombenze della vita da proporre un incontro almeno una settimana dopo esservi sentiti, se non un mese dopo, per poi paccare spudoratamente senza nemmeno una scusa ben precisa o realmente valida. E molto spesso sono proprio loro che chiamano e propongono il giorno dell'incontro, eh.
Un esempio: amica disoccupata, quindi bellamente nullafacente, tanto quanto me in maternità. Abita in città, dunque incontro fattibilissimo. Non sono ancora riuscita a vederla per dirle della gravidanza, e sono quasi al sesto mese, ormai. Non mi piacciono sms, chat e telefono per dare queste notizie, se non quando non sia realmente impossibile incontrarsi. Almeno alle persone vicine vorrei dirlo di persona, leggere la sorpresa e la contentezza (si spera) nei loro sguardi.
Macché! Nell'epoca di internet e smartphone imperanti, sembra che quei malefici oggetti rettangolari siano l'unica via per gestire i rapporti umani e le situazioni della vita.
Onestamente, mi rifiuto. Non ho uno smartphone e mi rifiuto di averlo. Non ne sento la necessità. Non mi interessa essere connessa col mondo ovunque e comunque, se poi l'unico amico che realmente rimane è un cellulare. Lo trovo triste, disumano, diabolico. Il progresso scientifico e tecnologico dovrebbe migliorare la vita, non sostituirsi ad essa.
Ecco, cara amica: sarò esagerata, ma all'ennesimo "non posso perché fa troppo freddo/troppo caldo/piove/c'è vento/ho la pulizia dei denti/il dottore/l'idraulico/la gatta in calore/i suoceri/i genitori/il fidanzato/la cugina" penso che piuttosto che dirti della gravidanza via telefono o aspettare la perfetta congiunzione astrale per poterti incontrare per un caffè, preferisco non fartelo sapere. 

lunedì 26 agosto 2013

Come si cambia

Il freschino di fine estate mi ha sempre messo una gran malinconia, prima di quest'anno. Una sensazione di qualcosa di perduto. 
Mai come in questi giorni in cui invece ho benedetto l'aria fresca che invita a coprirsi un po' di più, le scarpe chiuse e più comode, i pantaloni lunghi. Sarà lo stato "interessante" che mi ha resa molto intollerante a certe cose, saranno i trenta compiuti che si fanno sentire, o è un mix di cose, chi lo sa. E' che ho passato un'estate a sentirmi veramente tanto stanca, e il caldo non mi ha aiutata per niente.
Mai come nelle ultime settimane faccio colazione alle 9, e alle 11:30 ho già una voglia matta di pranzare, tipo stamattina, con il risottino avanzato dalla cena di ieri sera. O con i toast prosciutto cotto, sottiletta e carciofini... Ma sono io o le sottilette, le "original", hanno cambiato sapore e consistenza? Perché dopo anni che non le compravo, riassaggiarle mi ha lasciata un po' delusa...
Momenti di serenità si alternano repentinamente a momenti di malinconia e angoscia... Non riesco a sentirmi per niente mamma. E tecnicamente sarebbe normale, in quanto effettivamente ancora non lo sono. Ciò che mi ricorda che tra alcuni mesi lo sarò è solo la nausea, la stanchezza anomala e i doloretti alla pancia. Sto per completare il terzo trimestre e ho un leggero accenno di panzetta, tette marmoree e niente di più, come è normale che sia. 
Cerco di razionalizzare e convincermi che è normalissimo sentirsi in forse, soprattutto quando la gravidanza non è stata propriamente voluta e cercata e quando la situazione familiare che si verrà a creare non è esattamente rispondente alla "propria" normalità, al concetto di famiglia a cui si è stati abituati e che si è cristallizzato nella mente. Avevo in mente un concetto di famiglia nel quale né mio figlio né la figlia del Pusher cresceranno mai. Ho paura che gli attacchi di gelosia della bambina (con annessa immensa stronzaggine bambinesca), adesso indirizzati solo a me, ricadranno poi inevitabilmente sul fratello/sorella in arrivo. Ho paura della mia inadeguatezza, ho paura di tutto e di più.
A momenti ho anche paura che le paure e la delusione siano più forti dei sentimenti che provo per lui, che siano in grado di inghiottire tutto quello che c'è di bello. Tra poco finirà il primo trimestre e l'idea di dare la notizia ufficialmente lasciando trasparire quel velo di tristezza e preoccupazione, mi fa passare la voglia di dirlo a tutti.
Ma poi passa, e penso che in fin dei conti non sono così messa male.

venerdì 5 aprile 2013

What can I do?

Scoglionamento da tempo di merda. In questo angolo di paradiso, poi, tutto è amplificato: in questa fantastica mansarda -frigo d'inverno e forno d'estate- nemmeno la primavera mi è concessa? Di questo passo passeremo dai 10 ai 40°C senza passare dal via...

Scoglionamento da semi-disoccupazione. Non mi si fila nessuno, e questo mi fa sentire un tantino inadatta alla vita. Anche se il manuale dell'ottimista dice che non bisogna considerare gli eventi negativi come "personali" (non è colpa mia, è la crisi...), "pervasivi" (il lavoro non deve influenzare negativamente tutti gli ambiti della vita...) e "permanente" (non durerà per sempre...). Se lo dice lui...

Scoglionamento da creatura con l'esaurimento. Ma i bambini piangono e urlano sempre e comunque con la frequenza di almeno una volta al giorno? Se non è la mattina, è la sera? Ma come può, il pusher, avere pure il coraggio di chiedermi un figlio tutto nostro? Ma sei pazzo? Ma davvero te ne spupazzeresti un altro così???  Quindi poi diventano il doppio? E se non si volessero mettere d'accordo e decidessero di piangere entrambi contemporaneamente? Complimenti per l'incoscienza, veramente. Comunque, scordatelo. Oppure aspettiamo che la prima creatura abbia 18 anni e si sia trasferita a studiare ad Harward, o a lavorare in Cina.

E basta così. Avrei altre cose di cui lamentarmi ma meglio evitare...






lunedì 18 febbraio 2013

Senza titolo

E una mattina qualunque, come tante altre
-come ormai troppe-
svegliarsi
aprire gli occhi, realizzare dove si è
assaporare le riminiscenze dell'ennesimo brutto sogno
ripetere i soliti gesti di routine
-colazione, lavare i piatti, accendere il pc-
e sentire di nuovo, per l'ennesima volta,
con brutale sicurezza, senza scampo
che non si è al proprio posto
che la nostra vita non ci assomiglia
che ci sta stretta
che assomiglia a un vicolo cieco
e poi realizzare -peggio ancora-
che non sappiamo cosa diavolo fare
per riuscire a smuoverci di lì
e prenderci ciò di cui invece avremmo bisogno.

lunedì 7 gennaio 2013

TARLI - ditemi come sterminarli!!!

Non è dato sapere nè quando nè come, ma un giorno, che sto maledicendo con tutta me stessa, mamma tarlo entrò in casa e ritenne cosa buona e giusta che il fighissimo (?) soffitto di travi in legno a vista diventasse casa sua e dei suoi piccoli. Così decise di infilarsi nella fessurina tra una trave e l'altra e deporvi le sue uova. Tante uova. Fessurina ubicata fra l'altro esattamente sopra il letto, dalla parte dove io metto la testa quando dormo. Un malefico giorno dello scorso novembre le uova cominciarono a schiudersi, lasciando cadere dapprima il guscio dei baby tarli insieme a una sorta di segatura, poi le larvette bianche che sarebbero diventate insetto. Bello rifare il letto e trovarci le larve. Già.

Prontamente io e il pusher andammo a comprare l'antitarlo da passare sulle travi, ma la situazione peggiorò. Perchè sentendosi minacciate dal veleno, le larve continuarono a uscire anziché morire dentro la trave e non rompere più le scatole, come avevamo auspicato. Veleno per modo di dire, perché ha fatto loro solo il solletico, visto che i tarli rimasti dentro sono diventati grandi - tanto grandi - e ci siamo svegliati una mattina con la stanza da letto invasa da questi esseri orrendi e svolazzanti.
Lasciato perdere l'antitarlo a favore di un veleno più potente per tutti i tipi di insetti, riuscimmo a far uscire tutti i tarli adulti (ne abbiamo contati più di un centinaio) e a sterminarli, riprendendo possesso della stanza da letto.

Ieri ho ritrovato segatura nel letto e un guscio di tarlo... NON E' POSSIBILE!!! Sono riusciti a deporre comunque le uova, che ora si stanno schiudendo? Io chiamerei la disinfestazione, ma il pusher, da classico maschio di casa opta per il fai da te! Ci proverà gusto a lottare contro gli insetti???

Se avete conosciuto esperienze analoghe, sono benvenuti suggerimenti e consigli... Grazie!

martedì 20 novembre 2012

L'impresa eccezionale è essere normale...

C'è che questa convivenza è iniziata come "prova" quest'estate, quando la bambina è stata via praticamente sempre... per diventare ufficiale a ottobre, con la bambina fissa e stabile con noi, e quella stronza povera donna con qualche tara mentale problemino della sua mamma ce la rifila anche quelle rare volte in cui è previsto che la tenga lei... Per l'esattezza, quello appena trascorso è il terzo weekend di fila che la bambina è con noi, incluso ponte di Ognissanti e compleanno del pusher... 
Tipo che la prende il venerdì pomeriggio e il sabato mattina è capace di riportargliela dicendo "è necessario che la tenga tu, perché io proprio non posso tenerla". Senza contare lo stato umorale in cui troviamo la bambina dopo che ha trascorso qualche giorno con lei... 
Che domenica sera ho fatto una sclerata di quelle che veramente ne avevo bisogno. E sicuramente tutto questo non è colpa della bambina, che cerca solo una stabilità... E l'unica colpa del pusher è di essere stato così cogl... ingenuo sfortunato da mettere al mondo un figlio con una stronza persona mentecatta con dei problemi...
E quello che in più mi dispiace è che lui si fa un culo così per riuscire a gestire tutto nel migliore dei modi e mantenere la calma... un culo che ne basterebbe un quarto a me per ritrovarmi esanime stesa al suolo...
Ed evadere da questa situazione sarebbe forse un po' più semplice se avessi una vita sociale e lavorativa più appagante... ma mi sembra di sbattere ovunque come una mosca contro i vetri che cerca una via d'uscita all'aria aperta e ciò che ottiene è sempre si sentirsi in una prigione invisibile...

martedì 15 maggio 2012

Arrrrggh!!!

Adesso sono veramente incazzata. 

Ho appena finito di fare le pulizie di casa al posto di quello stronzo del mio coinquilino che ovviamente, per l'ennesima volta, al mio ricordargli "guarda che nel fine settimana avresti dovuto fare tu le pulizie" mi sento rispondere "eh è vero, non le ho fatte... va be', le faccio direttamente il weekend prossimo".

COOOOSAAAAA??????

Ma almeno al cesso, perché non c'è modo migliore per chiamarlo viste le condizioni in cui versa, potevi dargli una passata veloce? O almeno, se non hai voglia di pulire, puoi quantomeno contribuire a mantenere pulito? Ad esempio, prima di lavare i piatti (quella santa volta che li lavi) gli ossicini della carne puoi buttarli nell'immondizia, no? Perché devi lasciarli dentro il lavandino? E i flaconi dei shampoo e bagnoschiuma vuoti? E i rotoli di carta igienica finiti? O vari cibi che sostano in cucina per settimane e vanno a male fino al momento in cui la sottoscritta te lo fa notare?

Vorrei sapere perché, invece, tiri a lucido la casa quando devi invitare i tuoi amici a cena. Con loro devi fare bella figura e con me invece no? Perché, io chi cazzo sono? La tua sguattera?

Vorrà dire che, la prossima volta che accade che io mi veda costretta a fare le pulizie al posto tuo, al momento di darti i soldi per l'affitto o per le bollette tratterrò dei soldi come compenso per i servizi di pulizia della casa.

E che cazzo.

lunedì 2 aprile 2012

Shit days

E' così che succede quando sono in crisi. Comincio a cambiare l'aspetto del mio blog senza quasi mai trovare una soluzione soddisfacente.
E' davvero un periodaccio, ho i nervi a fior di pelle, voglio ammazzare quel cesso di donna della mia capa, voglio un altro lavoro, voglio un altro posto in cui vivere, voglio un'altra vita, voglio una macchina del tempo, voglio punirmi per la mia capacità di cacciarmi sempre nei casini e mandare tutto a puttane.
E il pusher è lì che tenta qualsiasi cosa... starmi vicino, molto vicino... o starmi lontano, lasciarmi tranquilla... tanto comunque sembra che niente riesca a rendermi un po' meno infelice, adesso. Anche nei suoi confronti sembra essere tutto svanito improvvisamente, come una bolla di sapone, fuori dal mio controllo. Tutto coperto e spazzato via da emozioni più grandi. Ho un ragazzo bravo, innamorato e paziente e non so davvero cosa farmene... questa sono io, come al solito.
Quando il mio problema sarà risolto e il periodaccio sarà passato... mi chiedo se tutto potrà tornare come prima o se rimarrà per sempre una crepa inguaribile e nulla sarà più uguale a prima.

sabato 25 febbraio 2012

Il diavolo veste ********/2

Quella donna è pazza.
E sadica.
E mi distruggerà psicologicamente.
Devo trovare una via d'uscita.

[e leggere i tuoi messaggi, ricevere la tua telefonata e trovare a casa ad aspettarmi la torta al cioccolato ipercalorica che mi hai preparato prima di partire... non basta a cambiare la situazione, ma riesce per un po' a farmela dimenticare...] 


Sono messa male, lo so.

giovedì 26 gennaio 2012

Credevo, e invece...

Le prime impressioni spesso mentono.
Le persone -chi più chi meno- portano una maschera, o forse siamo noi a farci idee sbagliate.

Fatto sta che il pusher di attenzioni si è rivelato un ragazzo complesso con una situazione ancor più complessa.
In primis la difficoltà di coniugare la vita di trentenne single con la responsabilità di una figlia della quale ha l'affido quasi completo.
Il sottile stato d'ansia che lo accompagna quasi costantemente; l'insonnia al pensiero di alzarsi ogni mattina e dover farsi carico delle esigenze di una figlia.
Il grande grandissimo bisogno di una persona affianco, che -probabilmente- giustifica il suo dare tanto, costantemente. Il bisogno di una persona che capisca lui e la sua situazione. E sentirmi dire che ha finalmente ha trovato una persona (io) che riesce a capirlo... mi ha un attimo messa in difficoltà, ecco.

Se ho capito bene come stanno le cose... a questo punto la situazione si è ribaltata. A questo punto sono io che non so se me la sento. Che mi aspettavo una roba più soft. Che questa situazione comincia a sembrarmi pesante e praticamente non è ancora iniziata.

Mi piacerebbe tanto riavere un po' di Tolosa, dove tutto era così semplice...

domenica 11 dicembre 2011

Elucubrazioni notturne

Ancora un altro lungo ponte che è ponte solo per gli altri.
Penso che forse avrei bisogno davvero di una vacanza, di staccare.
Manca poco, mi dico. Devo portare alla conclusione tutto quello che mi sono prefissata. E poi sarò libera di...

Libera di cosa?

Forse mi sto creando degli alibi per non ammettere che non sono motivata. Non a fare qualcosa in particolare, non ho motivazione generale se non quella che mi auto-impongo.
Non mi sento motivata a mettermi su un aereo e vedere posti nuovi.
E nemmeno riesco a immaginare il mio futuro in un posto nuovo. Ma neanche qui, in questa città che respingo e dalla quale sono respinta. Eppure è come se qui mi fossi creata un bozzolo al riparo dalla vita vera. Qui posso dire di non-vivere, in attesa di qualcos'altro. Di vita vera.
Sono come in una grande sala d'aspetto, il problema è che non si sa bene per cosa sto aspettando.

Non mi riconosco più! Dove sono andata a finire???

La relatrice mi fa ancora complimenti per ciò che scrivo. E dopo un attimo di gioia mi chiedo: ma sta davvero parlando con me e di me? A me sembra di aver dato il minimo indispensabile!

La tristezza del Natale sta arrivando. Quella tristezza dovuta alla lontananza dei miei familiari preferiti e la vicinanza di quelli che mi buttano tanta di quella negatività addosso da sotterrarmici. Ma facciamolo sto teatrino, pure quest'anno.

Forse mi ci vorrebbe una forza esterna, un elemento scombussolatore che sconvolga tutto e mi obblighi a dare una sterzata alla mia vita...


Qualcuno mi costringa a fare qualcosa!!!

venerdì 14 ottobre 2011

Recitazione o psicoterapia?

Al corso di recitazione abbiamo fatto "la prova della fiducia".
In piedi su un tavolo, bisognava lasciarsi cadere all'indietro.
Pur essendo consapevole della presenza di sei uomini dietro di me (un paio di loro anche belli grossi) pronti a sorreggermi, sono stata l'allieva che ha avuto più difficoltà a buttarsi.
Ero terrorizzata, il cuore mi batteva forte e mi è tornata la sensazione di angoscia che stringe lo stomaco.
L'ho riconosciuta.
Ho dovuto fare due tentativi di caduta (e di fuga) prima di cadere realmente, comunque aggrappandomi alla faccia di uno dei sostenitori e dandogli involontariamente una gomitata sulla spalla.
Sarei voluta profondare.

Riprovare quella sensazione di angoscia, che mi ha tanto assillata nei mesi passati, associata ad un altro contesto, mi ha chiarito un po' le idee sul messaggio che voleva farmi arrivare. 

Non ho fiducia. Praticamente di niente e di nessuno.
Nemmeno di sei persone che sono lì per me, pronte a sorreggermi.
Ho paura del futuro, paura di non aver risposta alle mie domande (troppe) o ai miei desideri (troppo pochi ormai). 
Non ho fiducia in niente.
Non riesco immaginare delle realtà alternative, non riesco ad essere sinceramente convinta che potranno avverarsi.
Tutto questo non ha senso! 
Ma tant'è.

mercoledì 14 settembre 2011

Bipolarità pre-mestruale

Sono in preda alla sindrome di bipolarità pre-mestruale, aiuto!
Ho degli sbalzi d'umore inquietanti...
Mi alzo che ho già voglia di frignare, pensando che la mia vita è una cacca...
Che i miei giorni di riposo dal lavoro sono anche peggio del lavoro...
Poi mi preparo, esco, mi godo una proiezione di cortometraggi, esco dal teatro ridacchiando, torno a casa e cucino (chi, io???) un sughetto delizioso con i complimenti della coinquilina e anche di me stessa...
Poggio la testa sul cuscino e penso che però dovrei mollare l'università, anche se mi manca solo la tesi, perchè ISPIRAZIONE ZERO, mi sento impantanata...
che per andare avanti ho bisogno dei documenti del progetto che ho scelto e per qualche assurdo motivo non arrivano mai...
Penso a come far succedere qualcosa che mi veda costretta a sospendere per un po' gli studi ed emigrare, senza trovarmi davanti il mitra puntatomi addosso dai miei genitori...
Mi servirebbe un'idea geniale...
Qualcosa che faccia felici i genitori ancor più della specializzazione della loro figlia...
Sono da ricovero.
Intanto ho un mal di testa lancinante e l'unico modo per farlo passare è staccarmi la testa e ficcarla nel freezer... e a Milano fa più caldo adesso che a luglio, la mia nuova stanza è un forno!
Non ce la posso fare!!!!!!!!!