Lilypie First Birthday tickers
Visualizzazione post con etichetta essenzialmente me. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta essenzialmente me. Mostra tutti i post

lunedì 16 dicembre 2013

In sostanza, sempre qui che aspetto

L'enorme quantità di tempo libero che mi è stata regalata per questo evento probabilmente unico e inaspettato della mia vita la sto occupando come posso. Ho fatto un corso di fotografia. Ho cominciato un nuovo tipo di yoga. Mi sono addirittura iscritta a un corso di traduzione letteraria, pagato mezzo rene. Mi sto informando su tutte le attività fattibili da mamma con gnomo al seguito e sto esplorando i dintorni a me sconosciuti alla ricerca di parchi e parchetti per lasciargli esprimere in pace tutta la sua vivacità. Senza contare che sto letteralmente saccheggiando le biblioteche di città e dintorni. 
Buona parte dei libri che prendo in prestito parla ovviamente di maternità, allattamento e puericultura. Ne sarò forse uscita più saggia ed esperta? Macchè! Come per qualsiasi cosa, mi sono resa conto ognuno ha una diversa opinione in merito e che tutte le teorie e i consigli che ti propinano, anche se completamente divergenti da un autore all'altro, sembrano supportati da studi scientifici, antropologici e biologici inattaccabili, ma soprattutto da esperienze pratiche delle autrici, così reali da farti sembrare tutto estremamente sensato e inopinabile (anzi, quasi tutto... in effetti di teorie opinabili di autrici mezze invasate ne ho trovate, eccome).
Comunque... resta il fatto che ogni cosa che succede ha come sottofondo l'attesa. E' il periodo in cui lui c'è, ma non c'è ancora. Lui è concreto, ma è anche solo un'idea. Tutto è commisurato al periodo di tempo che ci divide dal suo arrivo; tutto ciò che si sceglie di fare è tarato in funzione della fatidica data in cui il piccolo ospite smetterà di dare calci da dentro per cominciare a darli da fuori... 
Anche se adesso oltre a dare calci sembra che si stia allenando per le Olimpiadi: pare che la sua specialità siano tuffi carpiati con salto mortale a quadruplo avvitamento. E a tal proposito c'è una cosa che nessun autore di nessun manuale infallibile mi ha spiegato: perché i neonati durante le prime settimane di vita sembrano dei rospetti narcolettici, che dormono (dovrebbero dormire) almeno 18 ore al giorno, ma il feto (il mio feto) durante il sesto/settimo mese in pancia sembra che abbia già la mobilità e il ritmo sonno/veglia di un bambino di quattro anni? Veramente, non capisco.

mercoledì 6 novembre 2013

Mi rifiuto.

Perché io non capisco da quando è così difficile organizzare un incontro con un amico. 
Non capisco come sia possibile che quasi tutti siano così super impegnati e presi dalle incombenze della vita da proporre un incontro almeno una settimana dopo esservi sentiti, se non un mese dopo, per poi paccare spudoratamente senza nemmeno una scusa ben precisa o realmente valida. E molto spesso sono proprio loro che chiamano e propongono il giorno dell'incontro, eh.
Un esempio: amica disoccupata, quindi bellamente nullafacente, tanto quanto me in maternità. Abita in città, dunque incontro fattibilissimo. Non sono ancora riuscita a vederla per dirle della gravidanza, e sono quasi al sesto mese, ormai. Non mi piacciono sms, chat e telefono per dare queste notizie, se non quando non sia realmente impossibile incontrarsi. Almeno alle persone vicine vorrei dirlo di persona, leggere la sorpresa e la contentezza (si spera) nei loro sguardi.
Macché! Nell'epoca di internet e smartphone imperanti, sembra che quei malefici oggetti rettangolari siano l'unica via per gestire i rapporti umani e le situazioni della vita.
Onestamente, mi rifiuto. Non ho uno smartphone e mi rifiuto di averlo. Non ne sento la necessità. Non mi interessa essere connessa col mondo ovunque e comunque, se poi l'unico amico che realmente rimane è un cellulare. Lo trovo triste, disumano, diabolico. Il progresso scientifico e tecnologico dovrebbe migliorare la vita, non sostituirsi ad essa.
Ecco, cara amica: sarò esagerata, ma all'ennesimo "non posso perché fa troppo freddo/troppo caldo/piove/c'è vento/ho la pulizia dei denti/il dottore/l'idraulico/la gatta in calore/i suoceri/i genitori/il fidanzato/la cugina" penso che piuttosto che dirti della gravidanza via telefono o aspettare la perfetta congiunzione astrale per poterti incontrare per un caffè, preferisco non fartelo sapere. 

lunedì 26 agosto 2013

Come si cambia

Il freschino di fine estate mi ha sempre messo una gran malinconia, prima di quest'anno. Una sensazione di qualcosa di perduto. 
Mai come in questi giorni in cui invece ho benedetto l'aria fresca che invita a coprirsi un po' di più, le scarpe chiuse e più comode, i pantaloni lunghi. Sarà lo stato "interessante" che mi ha resa molto intollerante a certe cose, saranno i trenta compiuti che si fanno sentire, o è un mix di cose, chi lo sa. E' che ho passato un'estate a sentirmi veramente tanto stanca, e il caldo non mi ha aiutata per niente.
Mai come nelle ultime settimane faccio colazione alle 9, e alle 11:30 ho già una voglia matta di pranzare, tipo stamattina, con il risottino avanzato dalla cena di ieri sera. O con i toast prosciutto cotto, sottiletta e carciofini... Ma sono io o le sottilette, le "original", hanno cambiato sapore e consistenza? Perché dopo anni che non le compravo, riassaggiarle mi ha lasciata un po' delusa...
Momenti di serenità si alternano repentinamente a momenti di malinconia e angoscia... Non riesco a sentirmi per niente mamma. E tecnicamente sarebbe normale, in quanto effettivamente ancora non lo sono. Ciò che mi ricorda che tra alcuni mesi lo sarò è solo la nausea, la stanchezza anomala e i doloretti alla pancia. Sto per completare il terzo trimestre e ho un leggero accenno di panzetta, tette marmoree e niente di più, come è normale che sia. 
Cerco di razionalizzare e convincermi che è normalissimo sentirsi in forse, soprattutto quando la gravidanza non è stata propriamente voluta e cercata e quando la situazione familiare che si verrà a creare non è esattamente rispondente alla "propria" normalità, al concetto di famiglia a cui si è stati abituati e che si è cristallizzato nella mente. Avevo in mente un concetto di famiglia nel quale né mio figlio né la figlia del Pusher cresceranno mai. Ho paura che gli attacchi di gelosia della bambina (con annessa immensa stronzaggine bambinesca), adesso indirizzati solo a me, ricadranno poi inevitabilmente sul fratello/sorella in arrivo. Ho paura della mia inadeguatezza, ho paura di tutto e di più.
A momenti ho anche paura che le paure e la delusione siano più forti dei sentimenti che provo per lui, che siano in grado di inghiottire tutto quello che c'è di bello. Tra poco finirà il primo trimestre e l'idea di dare la notizia ufficialmente lasciando trasparire quel velo di tristezza e preoccupazione, mi fa passare la voglia di dirlo a tutti.
Ma poi passa, e penso che in fin dei conti non sono così messa male.

lunedì 19 agosto 2013

A casa

Quindi da oggi inizia ufficialmente la mia maternità anticipata. 
Non perché abbia minacce d'aborto o altri problemi particolari (eccetto sporadici attacchi di vomito o risvegli nel cuore della notte in preda alla nausea, tipo stanotte...).
No, semplicemente lavori come il mio sono considerati a rischio e quindi ti ci mandano, vuoi o non vuoi.
Non che sia un lavoro particolarmente stressante, il mio, ma effettivamente lavorare in negozio da sola e sempre in piedi e doversi arrampicare per prendere la merce sugli scaffali non è il massimo nella mia condizione. Certo sono tornata da poco da un viaggio in Corsica, dove sono praticamente arrivata a scalare una scogliera, con 35°C, ma vabè... quando ho organizzato il viaggio ancora non sapevo.

"Che culo! Ti pagano per stare a casa a non far nulla!" direte voi.

"CHE PALLE!!! CHE CAZZ FACCIO TUTTO IL GIORNO A CASA???" dico io!!!!!!!!

Tutto il corredino a maglia e uncinetto? Gli costruisco a mano il lettino?

Datemi dei suggerimenti perché potrei impazzire...

martedì 23 luglio 2013

In poche parole

Una grande grande grande novità nella mia vita.

E prima di riuscire a dichiararla, la devo metabolizzare...


lunedì 17 giugno 2013

Un po' Liebster Award

1. Ringraziare il blog che ti ha assegnato il premio.


Grazie Nonsense!


2. Rispondere alle 11 domande poste dallo stesso blogger.

uovo oggi o gallina domani? dipende dalle possibilità che ho di ottenere la gallina domani... potrei anche sacrificarmi per la gallina, ma oggi come oggi direi... meglio l'uovo oggi, che è già tanto se c'è quello.
se potessi cambiare nick cosa sceglieresti? Turquoise, come il mio colore preferito.
con una macchina del tempo, quale ricordo del tuo passato vorresti filmare per rivederlo oggi? decisamente il periodo della mia vita in cui ho vissuto a Toulouse.
cosa c'è sul tuo desktop? ...una foto di una strada di Toulouse!
colore di smalto preferito? il rosso scuro, ma non lo metto quasi mai perché a lavoro è permesso tenere solo smalti di colore naturale. 
quante e quali chiavi nel mazzo principale? 4 chiavi: cancello, porta di casa, cassetta della posta e chiave del negozio dove lavoro.
rumore preferito? l'acqua che scorre (in natura, non dal rubinetto)
quale nome (m e f) darai/daresti ai tuoi figli? non sono molto convinta. Al momento mi piace Viola e se sarà maschio... boh!?
hai qualche fobia particolare? che cadano insetti dal soffitto mentre dormo.
stoico, scettico o epicureo? dipende, non saprei, forse un po' di tutti e tre...
se potessi scrivere un titolo di fantasia assolutamente incontestabile sotto al tuo nome, in un ipotetico biglietto da visita, cosa vorresti? Imperatrice!!!

E poi... e poi sono attanagliata dalla mancanza di ispirazione da ben due mesi e non so che cavolo d'altro  scrivere! Quindi mi tocca spezzare la catena.

Incredibilmente però oggi ho scoperto che, non so come, ho riacquisito la capacità di pubblicare commenti, e questo potrebbe essere una spinta ad uscire dalla totale immobilità degli ultimi due mesi... ci provo!

martedì 24 aprile 2012

I drammi della vita

Adesso vorrei capire una cosa...

sono io che non sono per niente in the mood for shopping, o quello che c'è nei negozi di abbigliamento alla portata del mio portafogli fa veramente veramente orrore?

Oggi, data la disponibilità di alcune banconote arrivate come regalo di laurea, ho deciso di darmi allo shopping... non selvaggio e spudorato, ma quantomeno speravo di tornare a casa con un bottino più consistente di questo:
- un reggiseno e tre slip di Tezenis;
- 7 paia di calzini da H&M;
- 2 calamite da frigo da Tutto a un euro... (che peraltro non centrano niente con l'abbigliamento)

MA SI PUO'???

Non c'era veramente niente che abbia attirato anche lievemente la mia attenzione, eccetto un pantalone chino da Zara che però non ho preso perché è un modello che non ho mai portato e, abituata agli skinny che si sono imposti prepotentemente negli ultimi anni, fatico un po' a vedermelo addosso... ma non lo escluderei.

Ritenterò domani in un'altra zona della città, anche se i marchi alla fine sono più o meno gli stessi, ma magari il tipo di clientela cambia e gli articoli in vendita pure...

Altrimenti mi toccherà imparare a cucirmi i vestiti da sola.



venerdì 13 gennaio 2012

Cannibalismo post dentista

Ora di pranzo. Prima di entrare a lavoro vado dal dentista e mi curo la carie. Ho il labbro inferiore completamente addormentato dall'anestesia.
Dentista: - "L'effetto dell'anestesia sparisce tra un paio d'ore. Mi raccomando, attenta a non morderti il labbro!!!"
Io: - "Mordermi il labbro??? Ma va, figuriamoci!"

Mancano venti minuti per entrare a lavoro, sono affamata e decido di farmi un panino.
A un certo punto mi accorgo che il labbro mi sanguina. Tempo un quarto d'ora e mi si gonfia che sembro Nina Moric. Corro dal dentista.
Io: - Aiuto! Ho mangiato e mi si è gonfiato il labbro!!! Cos'è? Una reazione allergica?????
Il dentista (ridendo): - "Ah! Ti sei masticata il labbro! Hai strappato via anche un pezzo di gengiva! Era buona? Mettici il ghiaccio, si sgonfia tra due o tre giorni."

Meno male che ero anestetizzata e non ho sentito alcun dolore.

mercoledì 11 gennaio 2012

Prova

Salto mortale carpiato incrociato con triplo avvitamento del mio pc, dalla scrivania al pavimento.

Il pc sembra uscito illeso.

L'ho fatto cadere inciampando nel groviglio di fili pc - phon - lampada - radiosveglia.

Io pure apparentemente illesa.

Bene.

lunedì 9 gennaio 2012

Lo svacco negato

Quand'è che avere un giorno libero dal lavoro significherà 
poter svaccare beatamente sul divano 
o dedicarsi ad altre amenità simili
senza pensare a una beata mazza?