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giovedì 31 luglio 2014

Finalmente dorme

Finalmente riesco a stare un po' serenamente al computer per un tempo sufficiente a mettere insieme pensieri ed emozioni e tradurli in parole. 

Dopo più di 4 mesi posso dire che essere madre è senz'altro la cosa più faticosa e totalizzante che mi sia capitata nella vita. Giornate e nottate sono costantemente dedicate a lui, le poche letture che riesco a concedermi sono ancora per lui. Quando si esce per un aperitivo o per una cena con amici (con nano al seguito, of course) devo fare uno sforzo pazzesco per riuscire a staccare: mi sento come dentro una bolla, mi sembra di non avere altri argomenti all'infuori di lui, e questo mi fa sentire un pesce fuor d'acqua, una forma di vita capitata lì da un altro pianeta.

Rimpiango molto delle potenzialità della vita da "senza figli", anche cose che in realtà probabilmente non avrei fatto comunque. Ma in qualche modo avrei potuto, a volte mi manca anche solo sapere di potere, eventualmente. 

Poi però quando succedono certe cose mi piglia male. Tipo quando mi accorgo che un body o una tutina gli stanno stretti. Oppure quando mi dicono che tra un po' ha cinque mesi, si può cominciare a dargli la mela grattugiata. Per un nanosecondo mi passa per la testa mio figlio da adolescente, chiuso nella sua stanza con la musica a palla, che non mi cerca più per le coccole, che non elargisce più sorrisi a volontà e che quando è con gli amici fa finta di non conoscermi. 

Certi giorni sono talmente stremanti che lo vorrei già grande, mi chiedo quando passerà il tempo della totale dipendenza da me, salvo poi fare marcia indietro quando mi accorgo che è vero, "poi crescono". Ogni loro progresso ti riempie di gioia e ti fa rimanere di merda allo stesso tempo.

Ecco, si è svegliato.

lunedì 26 agosto 2013

Come si cambia

Il freschino di fine estate mi ha sempre messo una gran malinconia, prima di quest'anno. Una sensazione di qualcosa di perduto. 
Mai come in questi giorni in cui invece ho benedetto l'aria fresca che invita a coprirsi un po' di più, le scarpe chiuse e più comode, i pantaloni lunghi. Sarà lo stato "interessante" che mi ha resa molto intollerante a certe cose, saranno i trenta compiuti che si fanno sentire, o è un mix di cose, chi lo sa. E' che ho passato un'estate a sentirmi veramente tanto stanca, e il caldo non mi ha aiutata per niente.
Mai come nelle ultime settimane faccio colazione alle 9, e alle 11:30 ho già una voglia matta di pranzare, tipo stamattina, con il risottino avanzato dalla cena di ieri sera. O con i toast prosciutto cotto, sottiletta e carciofini... Ma sono io o le sottilette, le "original", hanno cambiato sapore e consistenza? Perché dopo anni che non le compravo, riassaggiarle mi ha lasciata un po' delusa...
Momenti di serenità si alternano repentinamente a momenti di malinconia e angoscia... Non riesco a sentirmi per niente mamma. E tecnicamente sarebbe normale, in quanto effettivamente ancora non lo sono. Ciò che mi ricorda che tra alcuni mesi lo sarò è solo la nausea, la stanchezza anomala e i doloretti alla pancia. Sto per completare il terzo trimestre e ho un leggero accenno di panzetta, tette marmoree e niente di più, come è normale che sia. 
Cerco di razionalizzare e convincermi che è normalissimo sentirsi in forse, soprattutto quando la gravidanza non è stata propriamente voluta e cercata e quando la situazione familiare che si verrà a creare non è esattamente rispondente alla "propria" normalità, al concetto di famiglia a cui si è stati abituati e che si è cristallizzato nella mente. Avevo in mente un concetto di famiglia nel quale né mio figlio né la figlia del Pusher cresceranno mai. Ho paura che gli attacchi di gelosia della bambina (con annessa immensa stronzaggine bambinesca), adesso indirizzati solo a me, ricadranno poi inevitabilmente sul fratello/sorella in arrivo. Ho paura della mia inadeguatezza, ho paura di tutto e di più.
A momenti ho anche paura che le paure e la delusione siano più forti dei sentimenti che provo per lui, che siano in grado di inghiottire tutto quello che c'è di bello. Tra poco finirà il primo trimestre e l'idea di dare la notizia ufficialmente lasciando trasparire quel velo di tristezza e preoccupazione, mi fa passare la voglia di dirlo a tutti.
Ma poi passa, e penso che in fin dei conti non sono così messa male.

giovedì 24 gennaio 2013

Sano egoismo...

E ancora sento dirmi che dovrei pensare un po' di più a me stessa, a cercare di realizzare ciò che voglio e di vivere ciò che voglio, senza paura di deludere perché chi mi vuol bene capirà... E, detta così, la cosa non fa una piega. Giusto, sacrosanto, nulla di più semplice. Ma quanto è difficile poi, nel concreto, attuare le cose e non sentirsi in colpa.

E per chi dice che nell'ambiente urbanizzato c'è poca biodiversità... oltre all'invasione di tarli, che sembrano al momento debellati, sulla testa ho anche una colonia di (presunti) piccioni. Abitando in una mansarda si spera di non avere inquilini al piano di sopra che scassano gli zebedei... e invece no! Dalla mattina all'alba si cominciano a sentire chiaramente dei versi anomali -tipo il ringhio di un lupo della steppa, o il grugnito di un cinghiale in amore- e dei colpi come se stessero cercando di smantellare il tetto. Staranno cercando di creare un'apertura per entrare in casa? E' possibilissimo, perché a volte trovo uno di questi insulsi volatili sul davanzale della finestra che guarda all'interno e dà le beccate sul vetro! Una roba inquietante, soprattutto quando succede in bagno.
Sarà sano egoismo lottare per sterminarli, come ho fatto con i tarli, o devo imparare a conviverci e rispettare la loro natura di creature invasive e insopportabili?

giovedì 8 marzo 2012

Sempre gli stessi dilemmi

Sempre gli stessi dilemmi.
Un giorno sono sicura e coinvolta al cento per cento.
Il giorno dopo ho già messo tutto in discussione.
Forse semplicemente ho solo bisogno dei miei spazi, e riesco ad abbandonarmi solo se so che questo non costituirà mai una limitazione. Forse è semplicemente questo il mio modo di vivere la coppia, e devo accettarlo senza sensi di colpa. Sono così, prendere o lasciare.
Ma i sensi di colpa arrivano. Arrivano quando mi rendo conto che sono in debito, quando sento che dall'altra parte c'è chi si merita di più.
Eppure è proprio chi sta dall'altra parte a dirmi che mi preoccupo troppo, che dovrei pensare prima di tutto alla mia serenità e che chi mi ama deve farlo semplicemente per ciò che sono.
Ma ho già pagato una volta le conseguenze per essere così selvatica, allergica alla stabilità. Perché so che probabilmente arriverà il momento in cui chi sta dall'altra parte si sentirà più fragile e avrà bisogno di sentire che sono lì per lui, e io non saprò dargli questa certezza.

domenica 11 dicembre 2011

Elucubrazioni notturne

Ancora un altro lungo ponte che è ponte solo per gli altri.
Penso che forse avrei bisogno davvero di una vacanza, di staccare.
Manca poco, mi dico. Devo portare alla conclusione tutto quello che mi sono prefissata. E poi sarò libera di...

Libera di cosa?

Forse mi sto creando degli alibi per non ammettere che non sono motivata. Non a fare qualcosa in particolare, non ho motivazione generale se non quella che mi auto-impongo.
Non mi sento motivata a mettermi su un aereo e vedere posti nuovi.
E nemmeno riesco a immaginare il mio futuro in un posto nuovo. Ma neanche qui, in questa città che respingo e dalla quale sono respinta. Eppure è come se qui mi fossi creata un bozzolo al riparo dalla vita vera. Qui posso dire di non-vivere, in attesa di qualcos'altro. Di vita vera.
Sono come in una grande sala d'aspetto, il problema è che non si sa bene per cosa sto aspettando.

Non mi riconosco più! Dove sono andata a finire???

La relatrice mi fa ancora complimenti per ciò che scrivo. E dopo un attimo di gioia mi chiedo: ma sta davvero parlando con me e di me? A me sembra di aver dato il minimo indispensabile!

La tristezza del Natale sta arrivando. Quella tristezza dovuta alla lontananza dei miei familiari preferiti e la vicinanza di quelli che mi buttano tanta di quella negatività addosso da sotterrarmici. Ma facciamolo sto teatrino, pure quest'anno.

Forse mi ci vorrebbe una forza esterna, un elemento scombussolatore che sconvolga tutto e mi obblighi a dare una sterzata alla mia vita...


Qualcuno mi costringa a fare qualcosa!!!

venerdì 18 novembre 2011

KO

Sarà che sono due giorni che sto male, tra mal di testa e problemi allo stomaco...
ma non riesco proprio a immaginare con cosa riempire la mia vita.
La gente intorno è sempre più sfuggente
la mia fiducia nel futuro è sempre di meno
e soprattutto la fiducia nei confronti di me stessa...
mi sento incapace di andare verso la vita con l'atteggiamento giusto.
Vecchi fantasmi vengono a trovarmi, e mi chiedo perché sono sempre io quella impantanata in un passato che non mi vuole più.
Sarà che è quando si è deboli che si sente di più il bisogno di punti di riferimento
di un "come stai" detto da una persona speciale
o di un abbraccio che restituisca forza...

giovedì 17 novembre 2011

Qualcosa sta cambiando?

vorrei essere al centro della mia vita.
immersa al cento per cento in quelle piccole quotidianità che si chiamano vivere.
e invece spesso mi ritrovo a guardare la mia vita scorrere come se fossi fuori dal mio corpo.

vorrei sentire meno tutta questa provvisorietà, che quando all'improvviso la osservo mi mette angoscia.
vorrei essere in un posto e poter dire che in fondo è il posto in cui voglio stare, in cui mi identifico, che sento mio.
la sensazione di "vivere in tenda", senza radici, per quanto possa essermi sembrato emozionante in passato, ora non lo è più così tanto.
una volta per me gli orizzonti sconfinati volevano dire avere potenzialmente tutte le possibilità di questo mondo.
e fermarmi avrebbe significato limitazioni, noia, mancanza di avventura, ripetitività...
forse il tempo anzichè rendermi più forte mi ha indebolita.
o forse è una cosa che col tempo succede, chi prima chi dopo, è fisiologica.
o forse devo smettermi di chiedermi se sia giusto o sbagliato, ma semplicemente dirmi che è giusto per me in questo momento.
adesso mi rendo conto di aver bisogno di un senso di appartenza, di più certezza, di punti di riferimento più saldi.
il momento di andare a zonzo con una me irrisolta sta dunque volgendo a un cambiamento?
sarà che gli anni passano anche per me?
sto diventando grande?
o forse è solo un momento?

domenica 30 ottobre 2011

Come sono io

Vorrei essere una che non ha così tanto bisogno di punti di riferimento.
Così potrei vivere ogni distacco e cambiamento senza destabilizzarmi più di tanto, superandolo in fretta.

Vorrei essere meno bisognosa di consigli.
Così potrei prendere la direzione che mi piacerebbe prendere senza esitazioni,
senza sentire ogni momento di stare facendo/sognando/desiderando una cazzata pazzesca.
Perché nessuno ha la risposta, nessuno ha la verità in tasca.
Eppure tutti sembrano parlare come se le loro scelte azzeccate fossero senz'altro valide e azzeccate anche per gli altri...
Ma se avessero ragione loro?

Vorrei essere una che sa veramente cosa potrà renderla felice o quantomeno farla sentire appagata.
Così potrei compiere serenamente le mie scelte e vivere il momento presente senza pensare a nient'altro.

Vorrei non avere paura.
Vorrei non essere angosciata da non so cosa.
O vorrei almeno comprenderne il motivo e risolvere la situazione.
Vorrei essere libera di andare serenamente verso ciò che voglio.
E vorrei che ciò di cui ho realmente bisogno sia ciò che voglio.

...

Dopo questo pippone io me ne andrei a vedere la fine del film che ho cominciato a vedere ieri.
Beh, in effetti avrei potuto farlo prima e risparmiarvi questo post e la mia ennesima pippa mentale.
In effetti.

venerdì 14 ottobre 2011

Recitazione o psicoterapia?

Al corso di recitazione abbiamo fatto "la prova della fiducia".
In piedi su un tavolo, bisognava lasciarsi cadere all'indietro.
Pur essendo consapevole della presenza di sei uomini dietro di me (un paio di loro anche belli grossi) pronti a sorreggermi, sono stata l'allieva che ha avuto più difficoltà a buttarsi.
Ero terrorizzata, il cuore mi batteva forte e mi è tornata la sensazione di angoscia che stringe lo stomaco.
L'ho riconosciuta.
Ho dovuto fare due tentativi di caduta (e di fuga) prima di cadere realmente, comunque aggrappandomi alla faccia di uno dei sostenitori e dandogli involontariamente una gomitata sulla spalla.
Sarei voluta profondare.

Riprovare quella sensazione di angoscia, che mi ha tanto assillata nei mesi passati, associata ad un altro contesto, mi ha chiarito un po' le idee sul messaggio che voleva farmi arrivare. 

Non ho fiducia. Praticamente di niente e di nessuno.
Nemmeno di sei persone che sono lì per me, pronte a sorreggermi.
Ho paura del futuro, paura di non aver risposta alle mie domande (troppe) o ai miei desideri (troppo pochi ormai). 
Non ho fiducia in niente.
Non riesco immaginare delle realtà alternative, non riesco ad essere sinceramente convinta che potranno avverarsi.
Tutto questo non ha senso! 
Ma tant'è.

martedì 13 settembre 2011

L'ennesima pippa mentale

Vorrei sapere perché continui ad apparire nei miei sogni.
Sempre lo stesso stupido sogno ricorrente: io che cerco di parlarti e tu che non vuoi, io che cerco di stabilire un contatto con te e tu che scappi, che mi accusi di cose che io ti avrei fatto.
In realtà sappiamo perfettamente che nessuno può intrufolarsi volontariamente nei sogni altrui, che tutto ciò che sogniamo in realtà è frutto della nostra stessa testa.
E arrivare a dare la colpa a se stessi di tutto ciò che non è andato e non va è un fallimento doppio.
Perché non riuscire a controllare il comportamento altrui è normale e anche giusto, non riuscire a controllare nemmeno se stessi è quanto di più frustrante possa esserci.
Forse dovrei fare come hai fatto tu e come fanno gli immaturi in generale, scaricare la colpa di tutto ciò che non ha funzionato addosso agli altri.
Gli altri cattivi, egoisti, pazzi, e non onesti e sensibili come noi.
Sarebbe probabilmente molto più facile, vivrei molto meglio senza incolparmi di continuo, senza chiedermi ogni giorno come potrei fare per migliorare, per non fallire di continuo nei rapporti interpersonali.
Perché non riesco ad essere diversa da ciò che sono???
Le cose che vieni a dirmi in sogno sono probabilmente solo le cose che penso di meritarmi, per essere quello che sono.
Le cose che mi dici sono in realtà le cose che io dico a me stessa, accuse che muovo verso me stessa.
Ma adesso penso che è meglio essere immaturi come te, piuttosto che masochisti come me.
Ho sempre pensato che senza autocritica non si cresce, non ci si evolve, non si matura.
Ma io ci vado troppo pesante e con questa poca autostima mi sto letteralmente autodistuggendo.

lunedì 29 agosto 2011

Tornare


"Perché un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, 
quando si parte" 
(Alessandro Baricco)
***
il Salento è saltato, e i miei giorni qui sono stati di una noia mortale, eccetto un paio di uscite con gli amici. 
Il dolce far niente non è per me, sono ormai da tanto tanto tempo in una situazione di insofferenza totale. 
Invidio molto chi riesce sempre, in un modo o nell'altro, a godere delle situazioni in cui si trova, comunque. 
Io sento ogni giorno di più che non è per me il momento di accontentarsi. 
Anche se sarebbe evidentemente un approccio più saggio e sereno alla vita. 
Ma rilassandomi ho il terrore di farmi scappare la vita dalle mani... 
le solite pippe mentali, insomma.

Domani faccio un salto dal parrucchiere e poi si riparte!

A Milano mi aspetta la mia cameretta nuova, in un nuovo appartamento. 
Giusto il tempo di trovare un'inquilina che mi sostituisca nella vecchia stanza e si trasloca definitivamente. 
Anzi, spero che al mio ritorno l'abbiano già trovata. 
Ho trovato una soluzione più vicina al lavoro, più vicina al centro e ad un prezzo inferiore. 
Inoltre gli altri inquilini sono una coppia di miei amici, quindi sono abbastanza sicura di trovarmici bene. 
L'unico cosa che potrebbe essere negativa è che l'appartamento è al QUARTO PIANO SENZA ASCENSORE... 
Pero' sono sicura che, dopo i primi tempi, il mio culetto mi ringrazierà per l'esercizio quotidiano.