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giovedì 10 ottobre 2013

Potrei dire tante cose...

Un bel buco temporale nel mio blog, in cui avrei potuto scrivere qualcosina...

...che venerdì sera, mentre ero sdraiata sul divano bella tranquilla, a sfondarmi della tv spazzatura di Real Time o cagate affini, sento qualcosa muoversi nel mio basso ventre, qualcosa simile a movimenti intestinali, ma comunque diverso da ogni sensazione mai sentita... ebbene, da allora sento sempre più spintarelle provenire da dentro il mio utero! 17 settimane e già così agguerrito??? Chi l'avrebbe immaginato?

...che nonostante questa vivacità dell'esserino, la mia gravidanza non sta procedendo in maniera proprio fisiologica... Alla fine del quarto mese sono stata già tre volte al pronto soccorso per perdite ematiche di natura sconosciuta (che comunque si sono risolte), mi hanno già fatto ben 6 ecografie, contro le 3 o 4 sufficienti per tutta una gravidanza normale, e sono seguita da un ambulatorio di patologia della gravidanza a causa di un abbassamento vertiginoso delle piastrine nel sangue... devo rimanere controllatissima, o rischio parto prematuro o nascita sottopeso.

...che nella sfiga della situazione, ho la "fortuna" di essere seguita in corsia preferenziale dall'ospedale che volevo io, che è rinomato e dunque sempre molto affollato e nel quale inizialmente non avevo trovato posto.

...che grazie a tutte queste ecografie, so già che il piccolo è un maschietto, cosa che comunque dall'inizio ho sempre sospettato.

...che tutti in famiglia hanno gioito e gioiscono con me e per me per il nuovo arrivo... nella MIA famiglia. Un po' meno in quella del Pusher, fatta di poche persone, palesemente abbienti e benestanti, che la prima cosa di cui si sono preoccupati, guarda un po', è dei soldi! Sentirmi dire "qui soldi non ce ne sono", senza che nessuno gli abbia peraltro chiesto assolutamente niente, l'ho trovato in primis di una cafonaggine senza limiti, oltre alla dose di tirchieria connessa. E' proprio vero che quando più ne hanno... Per fortuna noi siamo diversi.


martedì 19 giugno 2012

L'estate è cominciata!

Ho approfittato della settimana di ferie per fare una visitina ai miei e per stare un po' con sorella e nipotini.
Mi sono goduta il freschino della campagna, il venticello, il verde, l'aria pulita... essere ricatapultata in una Milano dall'aria immobile, rovente e appiccicosa è stato a dir poco un trauma!

La figlia del pusher è ufficialmente in vacanza con i nonni e ci rimarrà più o meno per tutta l'estate, quindi sono stata invitata a trasferirmi da lui. E non so perché, ma a me fa strano l'idea di vivere da lui, anche se a tempo determinato. Dovrei essere al settimo cielo al pensiero di stare lì a farmi straviziare, e invece sento un misto di felicità e fastidio... ma forse ho semplicemente bisogno di farci l'abitudine. E' effettivamente da tanto che non divido stabilmente un letto, un bagno, una quotidianità vera con qualcuno... 

Buon inizio estate a tutti!


lunedì 26 dicembre 2011

Riunioni famigliari

Sera di Natale, a casa di mia nonna, a tavola con zii e cugini, sgranocchiando frutta secca, parlando del più e del meno.

ZIA: - E tu, non ce l'hai il ragazzo?
IO: - Eh no.
ZIA: - Ma come mai??
IO: - Boh, finora mi è andata male... probabilmente non ho ancora trovato la persona giusta... o forse con gli uomini sono troppo intollerante... chissà.
ZIA: (Seriamente) - Se non ti va bene con gli uomini, prova con le donne! Magari va meglio."

A questo punto, qual è la migliore risposta da dare? Perché io in certi momenti vorrei avere un suggeritore nascosto da qualche parte, per poter tirare fuori delle risposte di grande effetto e zittire certe persone per sempre...

domenica 11 dicembre 2011

Elucubrazioni notturne

Ancora un altro lungo ponte che è ponte solo per gli altri.
Penso che forse avrei bisogno davvero di una vacanza, di staccare.
Manca poco, mi dico. Devo portare alla conclusione tutto quello che mi sono prefissata. E poi sarò libera di...

Libera di cosa?

Forse mi sto creando degli alibi per non ammettere che non sono motivata. Non a fare qualcosa in particolare, non ho motivazione generale se non quella che mi auto-impongo.
Non mi sento motivata a mettermi su un aereo e vedere posti nuovi.
E nemmeno riesco a immaginare il mio futuro in un posto nuovo. Ma neanche qui, in questa città che respingo e dalla quale sono respinta. Eppure è come se qui mi fossi creata un bozzolo al riparo dalla vita vera. Qui posso dire di non-vivere, in attesa di qualcos'altro. Di vita vera.
Sono come in una grande sala d'aspetto, il problema è che non si sa bene per cosa sto aspettando.

Non mi riconosco più! Dove sono andata a finire???

La relatrice mi fa ancora complimenti per ciò che scrivo. E dopo un attimo di gioia mi chiedo: ma sta davvero parlando con me e di me? A me sembra di aver dato il minimo indispensabile!

La tristezza del Natale sta arrivando. Quella tristezza dovuta alla lontananza dei miei familiari preferiti e la vicinanza di quelli che mi buttano tanta di quella negatività addosso da sotterrarmici. Ma facciamolo sto teatrino, pure quest'anno.

Forse mi ci vorrebbe una forza esterna, un elemento scombussolatore che sconvolga tutto e mi obblighi a dare una sterzata alla mia vita...


Qualcuno mi costringa a fare qualcosa!!!

domenica 6 novembre 2011

Nuova consapevolezza

La vita è troppo breve.
E questo è universalmente risaputo.
Ma arrivare a sentire veramente la brevità della vita, non è così banalmente ovvio.

Io l'ho sentito fortemente oggi, in viaggio in treno con mamma.
L'ho visto nel suo volto segnato dal tempo.
E allora ho richiuso il libro un attimo dopo averlo aperto, e ho scelto di godermi il tragitto per chiacchierare con lei.
Di quello che sento, di quello che desidero, di quello che sogno.
Di quello che temo e di quello che spero.

L'ho visto negli occhi della zia che siamo andate a trovare, appena operata per un tumore al seno.
Nella sua forza, nella sua energia, nella sua ironia, nella sua voglia di andare avanti e riprendere la sua vita di sempre, il suo lavoro in famiglia e fuori, senza lasciarsi sopraffare.

La vita è troppo breve per non ascoltare i propri desideri senza giudicarli,
senza richiedere in continuazione pareri e consigli sensati.
Troppo breve per continuare a martoriarsi con mille perché, se e ma.
Troppo breve per essere immobilizzati dalla paura.
Troppo breve per farsi condizionare dal passato.
Troppo breve per rimandare, per rinunciare a tentare.