Lilypie First Birthday tickers

domenica 6 novembre 2011

Nuova consapevolezza

La vita è troppo breve.
E questo è universalmente risaputo.
Ma arrivare a sentire veramente la brevità della vita, non è così banalmente ovvio.

Io l'ho sentito fortemente oggi, in viaggio in treno con mamma.
L'ho visto nel suo volto segnato dal tempo.
E allora ho richiuso il libro un attimo dopo averlo aperto, e ho scelto di godermi il tragitto per chiacchierare con lei.
Di quello che sento, di quello che desidero, di quello che sogno.
Di quello che temo e di quello che spero.

L'ho visto negli occhi della zia che siamo andate a trovare, appena operata per un tumore al seno.
Nella sua forza, nella sua energia, nella sua ironia, nella sua voglia di andare avanti e riprendere la sua vita di sempre, il suo lavoro in famiglia e fuori, senza lasciarsi sopraffare.

La vita è troppo breve per non ascoltare i propri desideri senza giudicarli,
senza richiedere in continuazione pareri e consigli sensati.
Troppo breve per continuare a martoriarsi con mille perché, se e ma.
Troppo breve per essere immobilizzati dalla paura.
Troppo breve per farsi condizionare dal passato.
Troppo breve per rimandare, per rinunciare a tentare.


6 commenti:

  1. quanto tempo che non sentivo questa canzone... e hai ragione. ogni tanto mi rendo conto che non mi godo i miei genitori come dovrei...

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  2. mi piacerebbe parlare con mia madre, godendo di cose piacevoli.......
    ma non è possibile........il nostro rapporto è complicato fin dalla mia nascita!!!
    ma quando la vedo, vedo il suo viso stanco, le sue mani che tremano, il suo fiato pesante.........mi arrabbio per quel suo essere così dura, fredda con tutti quelli che la circondano!!!
    ma voglio non vedere tutto questo , voglio fare vedere a lei, che sono la sua bambina, che le vuole bene......il tempo passa, non voglio succeda qualcosa e non riesca a vedere il mio sorriso!
    un bacione clò!!!

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  3. hai ragione clo, e dispiacciono i giorni sprecati, quelli che non torneranno ma non abbiamo saputo cogliere. hai ragione, eppure è così umano non dargli peso, fa parte delle nostre fragilità non riuscire a vivere sempre di fronte a questa immensa consapevolezza che è spiraglio e baratro.. abbiamo bisogno di un sentire più semplice, più umile, abbiamo bisogno di aggrapparci alla quotidianeità per non farci inghiottire da questa immensità finita, per non perderci come gli omini nei dipinti di Friedrich..

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  4. non è facile. perchè siamo anche paura, terrore, pietrificazioni, rancori e rimpianti. siamo umani, ma la consapevolezza, anche solo passeggera, ci dà la possibilità di non annegarci dentro.

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