Lilypie First Birthday tickers

lunedì 16 dicembre 2013

In sostanza, sempre qui che aspetto

L'enorme quantità di tempo libero che mi è stata regalata per questo evento probabilmente unico e inaspettato della mia vita la sto occupando come posso. Ho fatto un corso di fotografia. Ho cominciato un nuovo tipo di yoga. Mi sono addirittura iscritta a un corso di traduzione letteraria, pagato mezzo rene. Mi sto informando su tutte le attività fattibili da mamma con gnomo al seguito e sto esplorando i dintorni a me sconosciuti alla ricerca di parchi e parchetti per lasciargli esprimere in pace tutta la sua vivacità. Senza contare che sto letteralmente saccheggiando le biblioteche di città e dintorni. 
Buona parte dei libri che prendo in prestito parla ovviamente di maternità, allattamento e puericultura. Ne sarò forse uscita più saggia ed esperta? Macchè! Come per qualsiasi cosa, mi sono resa conto ognuno ha una diversa opinione in merito e che tutte le teorie e i consigli che ti propinano, anche se completamente divergenti da un autore all'altro, sembrano supportati da studi scientifici, antropologici e biologici inattaccabili, ma soprattutto da esperienze pratiche delle autrici, così reali da farti sembrare tutto estremamente sensato e inopinabile (anzi, quasi tutto... in effetti di teorie opinabili di autrici mezze invasate ne ho trovate, eccome).
Comunque... resta il fatto che ogni cosa che succede ha come sottofondo l'attesa. E' il periodo in cui lui c'è, ma non c'è ancora. Lui è concreto, ma è anche solo un'idea. Tutto è commisurato al periodo di tempo che ci divide dal suo arrivo; tutto ciò che si sceglie di fare è tarato in funzione della fatidica data in cui il piccolo ospite smetterà di dare calci da dentro per cominciare a darli da fuori... 
Anche se adesso oltre a dare calci sembra che si stia allenando per le Olimpiadi: pare che la sua specialità siano tuffi carpiati con salto mortale a quadruplo avvitamento. E a tal proposito c'è una cosa che nessun autore di nessun manuale infallibile mi ha spiegato: perché i neonati durante le prime settimane di vita sembrano dei rospetti narcolettici, che dormono (dovrebbero dormire) almeno 18 ore al giorno, ma il feto (il mio feto) durante il sesto/settimo mese in pancia sembra che abbia già la mobilità e il ritmo sonno/veglia di un bambino di quattro anni? Veramente, non capisco.

mercoledì 6 novembre 2013

Mi rifiuto.

Perché io non capisco da quando è così difficile organizzare un incontro con un amico. 
Non capisco come sia possibile che quasi tutti siano così super impegnati e presi dalle incombenze della vita da proporre un incontro almeno una settimana dopo esservi sentiti, se non un mese dopo, per poi paccare spudoratamente senza nemmeno una scusa ben precisa o realmente valida. E molto spesso sono proprio loro che chiamano e propongono il giorno dell'incontro, eh.
Un esempio: amica disoccupata, quindi bellamente nullafacente, tanto quanto me in maternità. Abita in città, dunque incontro fattibilissimo. Non sono ancora riuscita a vederla per dirle della gravidanza, e sono quasi al sesto mese, ormai. Non mi piacciono sms, chat e telefono per dare queste notizie, se non quando non sia realmente impossibile incontrarsi. Almeno alle persone vicine vorrei dirlo di persona, leggere la sorpresa e la contentezza (si spera) nei loro sguardi.
Macché! Nell'epoca di internet e smartphone imperanti, sembra che quei malefici oggetti rettangolari siano l'unica via per gestire i rapporti umani e le situazioni della vita.
Onestamente, mi rifiuto. Non ho uno smartphone e mi rifiuto di averlo. Non ne sento la necessità. Non mi interessa essere connessa col mondo ovunque e comunque, se poi l'unico amico che realmente rimane è un cellulare. Lo trovo triste, disumano, diabolico. Il progresso scientifico e tecnologico dovrebbe migliorare la vita, non sostituirsi ad essa.
Ecco, cara amica: sarò esagerata, ma all'ennesimo "non posso perché fa troppo freddo/troppo caldo/piove/c'è vento/ho la pulizia dei denti/il dottore/l'idraulico/la gatta in calore/i suoceri/i genitori/il fidanzato/la cugina" penso che piuttosto che dirti della gravidanza via telefono o aspettare la perfetta congiunzione astrale per poterti incontrare per un caffè, preferisco non fartelo sapere. 

giovedì 10 ottobre 2013

Potrei dire tante cose...

Un bel buco temporale nel mio blog, in cui avrei potuto scrivere qualcosina...

...che venerdì sera, mentre ero sdraiata sul divano bella tranquilla, a sfondarmi della tv spazzatura di Real Time o cagate affini, sento qualcosa muoversi nel mio basso ventre, qualcosa simile a movimenti intestinali, ma comunque diverso da ogni sensazione mai sentita... ebbene, da allora sento sempre più spintarelle provenire da dentro il mio utero! 17 settimane e già così agguerrito??? Chi l'avrebbe immaginato?

...che nonostante questa vivacità dell'esserino, la mia gravidanza non sta procedendo in maniera proprio fisiologica... Alla fine del quarto mese sono stata già tre volte al pronto soccorso per perdite ematiche di natura sconosciuta (che comunque si sono risolte), mi hanno già fatto ben 6 ecografie, contro le 3 o 4 sufficienti per tutta una gravidanza normale, e sono seguita da un ambulatorio di patologia della gravidanza a causa di un abbassamento vertiginoso delle piastrine nel sangue... devo rimanere controllatissima, o rischio parto prematuro o nascita sottopeso.

...che nella sfiga della situazione, ho la "fortuna" di essere seguita in corsia preferenziale dall'ospedale che volevo io, che è rinomato e dunque sempre molto affollato e nel quale inizialmente non avevo trovato posto.

...che grazie a tutte queste ecografie, so già che il piccolo è un maschietto, cosa che comunque dall'inizio ho sempre sospettato.

...che tutti in famiglia hanno gioito e gioiscono con me e per me per il nuovo arrivo... nella MIA famiglia. Un po' meno in quella del Pusher, fatta di poche persone, palesemente abbienti e benestanti, che la prima cosa di cui si sono preoccupati, guarda un po', è dei soldi! Sentirmi dire "qui soldi non ce ne sono", senza che nessuno gli abbia peraltro chiesto assolutamente niente, l'ho trovato in primis di una cafonaggine senza limiti, oltre alla dose di tirchieria connessa. E' proprio vero che quando più ne hanno... Per fortuna noi siamo diversi.


lunedì 26 agosto 2013

Come si cambia

Il freschino di fine estate mi ha sempre messo una gran malinconia, prima di quest'anno. Una sensazione di qualcosa di perduto. 
Mai come in questi giorni in cui invece ho benedetto l'aria fresca che invita a coprirsi un po' di più, le scarpe chiuse e più comode, i pantaloni lunghi. Sarà lo stato "interessante" che mi ha resa molto intollerante a certe cose, saranno i trenta compiuti che si fanno sentire, o è un mix di cose, chi lo sa. E' che ho passato un'estate a sentirmi veramente tanto stanca, e il caldo non mi ha aiutata per niente.
Mai come nelle ultime settimane faccio colazione alle 9, e alle 11:30 ho già una voglia matta di pranzare, tipo stamattina, con il risottino avanzato dalla cena di ieri sera. O con i toast prosciutto cotto, sottiletta e carciofini... Ma sono io o le sottilette, le "original", hanno cambiato sapore e consistenza? Perché dopo anni che non le compravo, riassaggiarle mi ha lasciata un po' delusa...
Momenti di serenità si alternano repentinamente a momenti di malinconia e angoscia... Non riesco a sentirmi per niente mamma. E tecnicamente sarebbe normale, in quanto effettivamente ancora non lo sono. Ciò che mi ricorda che tra alcuni mesi lo sarò è solo la nausea, la stanchezza anomala e i doloretti alla pancia. Sto per completare il terzo trimestre e ho un leggero accenno di panzetta, tette marmoree e niente di più, come è normale che sia. 
Cerco di razionalizzare e convincermi che è normalissimo sentirsi in forse, soprattutto quando la gravidanza non è stata propriamente voluta e cercata e quando la situazione familiare che si verrà a creare non è esattamente rispondente alla "propria" normalità, al concetto di famiglia a cui si è stati abituati e che si è cristallizzato nella mente. Avevo in mente un concetto di famiglia nel quale né mio figlio né la figlia del Pusher cresceranno mai. Ho paura che gli attacchi di gelosia della bambina (con annessa immensa stronzaggine bambinesca), adesso indirizzati solo a me, ricadranno poi inevitabilmente sul fratello/sorella in arrivo. Ho paura della mia inadeguatezza, ho paura di tutto e di più.
A momenti ho anche paura che le paure e la delusione siano più forti dei sentimenti che provo per lui, che siano in grado di inghiottire tutto quello che c'è di bello. Tra poco finirà il primo trimestre e l'idea di dare la notizia ufficialmente lasciando trasparire quel velo di tristezza e preoccupazione, mi fa passare la voglia di dirlo a tutti.
Ma poi passa, e penso che in fin dei conti non sono così messa male.

lunedì 19 agosto 2013

A casa

Quindi da oggi inizia ufficialmente la mia maternità anticipata. 
Non perché abbia minacce d'aborto o altri problemi particolari (eccetto sporadici attacchi di vomito o risvegli nel cuore della notte in preda alla nausea, tipo stanotte...).
No, semplicemente lavori come il mio sono considerati a rischio e quindi ti ci mandano, vuoi o non vuoi.
Non che sia un lavoro particolarmente stressante, il mio, ma effettivamente lavorare in negozio da sola e sempre in piedi e doversi arrampicare per prendere la merce sugli scaffali non è il massimo nella mia condizione. Certo sono tornata da poco da un viaggio in Corsica, dove sono praticamente arrivata a scalare una scogliera, con 35°C, ma vabè... quando ho organizzato il viaggio ancora non sapevo.

"Che culo! Ti pagano per stare a casa a non far nulla!" direte voi.

"CHE PALLE!!! CHE CAZZ FACCIO TUTTO IL GIORNO A CASA???" dico io!!!!!!!!

Tutto il corredino a maglia e uncinetto? Gli costruisco a mano il lettino?

Datemi dei suggerimenti perché potrei impazzire...

martedì 30 luglio 2013

Annunciazione!


Questo accadeva verso il 9 di luglio:


Tutto il resto è nausea, mal di testa, mal di pancia, innumerevoli risvegli pipì notturni e la pressione sotto i piedi. Per ora.

Ah, dimenticavo: le tette. Tette enormi e doloranti, che a momenti prudono anche. Perché partendo da una terza, sono già diventate di una dimensione imbarazzante, per una che pesa 48 kili ed è tendenzialmente timida. Vi garantisco che andare in giro con tutto 'sto davanzale è faticoso, in tutti i sensi.

Ovviamente tutto questo non era programmato. Anzi, vi dirò che giugno è stato un mese particolarmente intenso e stancante per me e il Pusher, per cui sappiamo dire con certezza anche l'unico giorno in cui è possibile che sia stato concepito. Bersaglio centrato in pieno. Che culo.

Il Pusher, che era al settimo cielo, due ore dopo la notizia aveva già programmato l'acquisto di passeggino / lettino / fasciatoio / tutine / pannolini / scaldabiberon / omogeneizzatore / bicicletta / macchina... mentre io meditavo di scendere e buttarmi sotto la metropolitana.

Ce l'ho fatta, ve l'ho detto. Adesso tocca informare tutti gli altri. Ma facciamo dopo le vacanze, perché vorrei godermele in pace...

Domenica si parte per la Corsica!!! :)

martedì 23 luglio 2013

In poche parole

Una grande grande grande novità nella mia vita.

E prima di riuscire a dichiararla, la devo metabolizzare...


mercoledì 3 luglio 2013

Miracoli

Sapete cos'è questa pianta nella foto?


Io ho scoperto da poco essere una pianta di pomodori.

E' cresciuta senza un perché, se non per sua stessa volontà di vivere, in un vaso sul davanzale della cucina.
Un vaso quasi dimenticato, un vaso in cui quest'inverno giaceva una pianta morta e pietrificata, che ho lasciato lì senza ovviamente mai darle una goccia d'acqua in quanto era appunto morta, pensando di riutilizzare il vaso con la terra in primavera per piantarci qualcos'altro. Tra l'altro è un davanzale coperto da una tettoia profonda, quindi posso assicurare che non ha potuto ricevere acqua nemmeno da madre natura. Un davanzale dove batte anche poco il sole. Un luogo quasi inadatto alla vita, in poche parole.

Qualche mese fa, presa dal trip del giardinaggio primaverile, ho deciso di togliere la pianta morta dal vaso e ... sorpresa! Sotto la pianta morta trovo un piccolo germoglio. Ovviamente curiosa di vedere cosa ha portato il vento, quasi sicuramente un'erbaccia, la lascio lì e comincio ad annaffiarla, sai mai. Col tempo mi accorgo che le foglie sono profumatissime, un profumo simile a una verdura. A pensarci bene un profumo molto simile a quello dei pomodori o dei peperoni. Faccio una ricerca su internet e scopro che avevo ragione, è una pianta di pomodori.

Adesso vorrei sapere una cosa: quante possibilità su un milione ci sono che in città, in un vaso abbandonato su un davanzale senza un filo d'acqua e poco sole, riesca a crescere rigogliosa una pianta di pomodori? Quale strano viaggio ha fatto quel semino? Con quanta energia ha deciso di vivere?

Le stesse possibilità che io vinca la lotteria.

Morale della favola: preparo la mia combinazione e vado a giocarla.

venerdì 28 giugno 2013

Summer Survey

Grazie a Nonsense per avermi scelta! Nella forzata ricerca del bello della vita che mi sono imposta
Regola: elencare 10 cose che ami dell'estate e nominare altri 8 blog.

1. I piedi curati.
2. La pelle liscia e abbronzata, soprattutto le gambe, che d'inverno sono inguardabili.
3. Poter dormire ignuda...
4. Le pesche, quelle a polpa gialla con la buccia liscia. Adoro!
5. Girare con la decappottabile aperta.
6. L'aperitivo e i concerti all'aperto, a Milano rigorosamente ricoperta di repellente... Autan must have di stagione!
7. Andare al mare, benché io non sia una da spiaggia 8 ore al giorno, nè da tintarella violenta, e nelle ore più calde mi piaccia starmene tranquilla all'ombra.
8. Fare colazione in balcone/terrazzo/giardino, con la brezzolina e gli uccellini che cinguettano... balcone/terrazzo/giardino che al momento non ho, ma se l'avessi... e l'avrò, spero.
9. Vedere le mie piante risvegliarsi e crescere a ritmi velocissimi, dopo il letargo invernale... una gran soddisfazione!
10. Last but not least: LA LUCE, tanta luce, dalla mattina presto alla sera tardi!

Vediamo chi coinvolgere... se vi va!

Assenzio
Pì
Ladybug
Bri
Giorgiag
Gamibu
lasnues
Nadia

martedì 18 giugno 2013

E daje

Uscire dal torpore e dall'inazione.

Non so se è l'estate che arriva, o se è quella voce che ti dice che adesso devi risalire, perché più giù di così non potresti andare e comunque non servirebbe a nulla... Io provo a trovare la motivazione per scrivere anche le cose più insignificanti, e lo faccio fondamentalmente per me. Perché quando cerchi di trovare il lato positivo delle cose, forse fare lo sforzo di scriverlo aiuta di più.

E allora... me ne sto a quattro di bastoni sul divano con il ventilatore puntato addosso (e non chiedetemi come, ma in questa posizione io riesco a scrivere al pc). 

Dopo aver già pulito tutta la casa (un bilocale, eh) voglio spendere due parole sul nuovo aggeggino acquistato ieri. Il mio vecchio epilatore mi ha abbandonata dopo più di dieci anni di duro lavoro e ho colto l'occasione per accaparrarmi quello nuovo visto su un volantino al 30% di sconto con la rottamazione di quello vecchio. Performance eccezionali: in dieci minuti netti mi ha estirpato pure i peli che non avevano fatto ancora in tempo a fare capolino dal follicolo. E' wireless, quindi posso passarmelo pure mentre svacco sul divano, perché raccoglie tutto nella testina. Ha una lampadina che illumina i peli, così non te ne sfugge manco uno!!! Ma la cosa più figa è la funzione wet&dry. Tipo che se vuoi, puoi passartelo mentre svacchi nella vasca da bagno.  E comunque secondo me ha una marea di vantaggi rispetto a una ceretta: primo fra tutti non devi aspettare che i peli siano di una lunghezza accettabile per poterli togliere. Poi, non devi sentirti in imbarazzo a spogliarti davanti all'estetista. Che già dovermi spogliare per la ceretta all'inguine, zona impossibile con l'epilatore, mi infastidisce. Ma non per la nudità, eh, proprio per i peli! Anche se lo fanno per lavoro, e ne vedono di ogni, a me da fastidio. Ovviamente è figo anche esteticamente: è fuxia e glitterato. Ma mi pare di averlo visto anche in altri colori.
E, dulcis in fundo, è made in Germany e non in China come quasi tutto, ormai. Quindi l'ho comprato ancora più volentieri.




E poi... giovedì me ne vado due giorni a Parigi col pusher. Toccata e fuga ma va be', meglio di niente.

Cerco di pensare che tutto sommato non va così male.

lunedì 17 giugno 2013

Un po' Liebster Award

1. Ringraziare il blog che ti ha assegnato il premio.


Grazie Nonsense!


2. Rispondere alle 11 domande poste dallo stesso blogger.

uovo oggi o gallina domani? dipende dalle possibilità che ho di ottenere la gallina domani... potrei anche sacrificarmi per la gallina, ma oggi come oggi direi... meglio l'uovo oggi, che è già tanto se c'è quello.
se potessi cambiare nick cosa sceglieresti? Turquoise, come il mio colore preferito.
con una macchina del tempo, quale ricordo del tuo passato vorresti filmare per rivederlo oggi? decisamente il periodo della mia vita in cui ho vissuto a Toulouse.
cosa c'è sul tuo desktop? ...una foto di una strada di Toulouse!
colore di smalto preferito? il rosso scuro, ma non lo metto quasi mai perché a lavoro è permesso tenere solo smalti di colore naturale. 
quante e quali chiavi nel mazzo principale? 4 chiavi: cancello, porta di casa, cassetta della posta e chiave del negozio dove lavoro.
rumore preferito? l'acqua che scorre (in natura, non dal rubinetto)
quale nome (m e f) darai/daresti ai tuoi figli? non sono molto convinta. Al momento mi piace Viola e se sarà maschio... boh!?
hai qualche fobia particolare? che cadano insetti dal soffitto mentre dormo.
stoico, scettico o epicureo? dipende, non saprei, forse un po' di tutti e tre...
se potessi scrivere un titolo di fantasia assolutamente incontestabile sotto al tuo nome, in un ipotetico biglietto da visita, cosa vorresti? Imperatrice!!!

E poi... e poi sono attanagliata dalla mancanza di ispirazione da ben due mesi e non so che cavolo d'altro  scrivere! Quindi mi tocca spezzare la catena.

Incredibilmente però oggi ho scoperto che, non so come, ho riacquisito la capacità di pubblicare commenti, e questo potrebbe essere una spinta ad uscire dalla totale immobilità degli ultimi due mesi... ci provo!

martedì 9 aprile 2013

What can I do?/2

...e adesso blogger non mi lascia nemmeno più commentare i post. I miei commenti spariscono nel nulla. Perchè?????

venerdì 5 aprile 2013

What can I do?

Scoglionamento da tempo di merda. In questo angolo di paradiso, poi, tutto è amplificato: in questa fantastica mansarda -frigo d'inverno e forno d'estate- nemmeno la primavera mi è concessa? Di questo passo passeremo dai 10 ai 40°C senza passare dal via...

Scoglionamento da semi-disoccupazione. Non mi si fila nessuno, e questo mi fa sentire un tantino inadatta alla vita. Anche se il manuale dell'ottimista dice che non bisogna considerare gli eventi negativi come "personali" (non è colpa mia, è la crisi...), "pervasivi" (il lavoro non deve influenzare negativamente tutti gli ambiti della vita...) e "permanente" (non durerà per sempre...). Se lo dice lui...

Scoglionamento da creatura con l'esaurimento. Ma i bambini piangono e urlano sempre e comunque con la frequenza di almeno una volta al giorno? Se non è la mattina, è la sera? Ma come può, il pusher, avere pure il coraggio di chiedermi un figlio tutto nostro? Ma sei pazzo? Ma davvero te ne spupazzeresti un altro così???  Quindi poi diventano il doppio? E se non si volessero mettere d'accordo e decidessero di piangere entrambi contemporaneamente? Complimenti per l'incoscienza, veramente. Comunque, scordatelo. Oppure aspettiamo che la prima creatura abbia 18 anni e si sia trasferita a studiare ad Harward, o a lavorare in Cina.

E basta così. Avrei altre cose di cui lamentarmi ma meglio evitare...






mercoledì 6 marzo 2013

Desideri

"Poi  non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così... Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente:  il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera.Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare."

A. Baricco, Oceano Mare 

mercoledì 20 febbraio 2013

Evviva le Poste Italiane...

Non mi sembra giusto generalizzare. Sono convinta che esistono persone educate che sanno fare il loro lavoro, e lo sanno fare egregiamente. 

Però...

...perché, quando entro in una qualsivoglia filiale delle Poste Italiane, di una qualunque località italiana, trovo nove volte su dieci le stesse identiche situazioni snervanti? 

1) C'è coda. Tanta coda.
2) Uno dei clienti allo sportello si sta lamentando per qualcosa e l'impiegato gli sta rispondendo, a voce troppo alta e con una punta di strafottenza, che non è colpa sua.
3) I computer o si sono bloccati o sono lenti. E' per quello che c'è coda.
4) Arriva finalmente il tuo turno allo sportello. Dall'altra parte però, l'impiegato sarà sicuramente girato a parlare con quello di fianco di cose tipo "questo come lo devo fare?" oppure "questo foglio dove va messo?"
5) Una volta che l'impiegato si è liberato e magari si è anche accorto della tua presenza di fronte a lui, devi essere comunque tu per primo a dirgli "Buongiorno", e non l'impiegato a te, come invece andrebbe giustamente fatto, visto che il cliente sei tu e quindi sei tu che cacci i soldi.
6) La sua risposta al tuo buongiorno è "sì?" oppure "dica" oppure "prego". Accompagnati da una faccia da maiale morto, con un espressione che comunica solo scazzo e noia. Quasi mai un "Buongiorno a Lei" come risposta. Posizione semisdraiata sulla sedia. Inutile aspettarsi un accenno di sorriso o un atteggiamento un minimo professionale che chi è a contatto con la clientela dovrebbe tenere.
7) Se hai già chiesto la stessa informazione in un altro ufficio, probabilmente in questo ti verrà data una versione differente.
8) Arrivederci e buona giornata? Qualche volta è capitato che me lo dicessero, solo in risposta al mio arrivederci, però.

Io faccio un lavoro strettamente a contatto con la clientela. 
Io servo le clienti e spesso mi trovo a doverle consigliare usando parole che vanno pesate sapientemente, soprattutto quando mi viene posta una delle domande ricorrenti, "sembro grassa?". 
Devo essere io per prima a salutare i clienti che entrano e devo farlo con un bel sorriso stampato in faccia, guardandoli negli occhi. Devo mostrarmi completamente a loro disposizione, per quello che mi compete.
Devo essere sempre gentile e mostrarmi sempre disponibile, anche quando sono stanca, anche quando il cliente è petulante, anche quando ho il ciclo e non sto bene, anche quando mi scappa da andare al gabinetto, anche quando mi prude da impazzire la pianta del piede.
Mi si raccomanda di avere sempre un look pulito e ordinato, e di assumere una postura adeguata.
Questo si chiama customer service.

Queste situazioni, viste per l'ennesima volta, mi hanno portata a chiudere senza alcun pentimento il conto corrente che avevo in Posta per aprirne uno in banca, dove l'impiegato ti riceve personalmente e ti fa accomodare nel suo ufficio, non parla ad alta voce dei cazzi tuoi davanti a tutti!, ti stringe la mano, è in giacca e cravatta, ti spiega tutto nel dettaglio, sa le cose!!!, ti dà il suo recapito telefonico e e-mail per qualsiasi informazione, ti risponde!!!... e il conto costa pure di meno.

Che dire...


lunedì 18 febbraio 2013

Senza titolo

E una mattina qualunque, come tante altre
-come ormai troppe-
svegliarsi
aprire gli occhi, realizzare dove si è
assaporare le riminiscenze dell'ennesimo brutto sogno
ripetere i soliti gesti di routine
-colazione, lavare i piatti, accendere il pc-
e sentire di nuovo, per l'ennesima volta,
con brutale sicurezza, senza scampo
che non si è al proprio posto
che la nostra vita non ci assomiglia
che ci sta stretta
che assomiglia a un vicolo cieco
e poi realizzare -peggio ancora-
che non sappiamo cosa diavolo fare
per riuscire a smuoverci di lì
e prenderci ciò di cui invece avremmo bisogno.

lunedì 11 febbraio 2013

Grazie

Niente. Proprio non si smuove niente. 
Farò ancora per molto tempo la commessa part-time tappabuchi 18 ore a settimana?? Boh, può darsi, sempre che non decidano di chiudere tutto e lasciarmi a casa. Vabbè, "ringrazia che almeno un lavoro ce l'hai" è stata la frase di almeno metà dell'anno appena trascorso e anche di quello appena iniziato. 
Grazie.
Intanto vedere intorno a te gente che riceve promozioni perché si è fatta il culo, è vero, ma se è riuscita ad entrare e a far vedere quanto è brava perché comunque c'è stato qualcuno che ci ha messo la buona parola... ti fa rodere il culo! Anche se questa è gente a cui vuoi bene. Perché esiste anche tanta gente valida, che vorrebbe dimostrare cosa è in grado di fare, vorrebbe crescere e impegnarsi ma... non è figlia di Caio né nipote di Sempronio, e quindi sono cazzi suoi!
E non voglio essere ipocrita, perché se potessi averla anch'io quella raccomandazione per poter venire a galla, se avessi qualcuno che mi segnalasse alle persone giuste, ammetto che non perderei occasione di sfruttarlo, quell'aiuto. 
Ci vuole anche una buona dose di botta di culo nella vita, niente da fare.
E la legge d'attrazione, e i sogni son desideri, e il karma, e sa il cazzo, e bla bla bla... Non ci resta che crederci.
Intanto ho la giornata libera e fuori c'è la tormenta di neve e in casa la temperatura non riesce a raggiungere i 18°C nonostante il riscaldamento a palla... Vabbè, "ringrazia che almeno una casa col riscaldamento ce l'hai". 
Grazie.

giovedì 24 gennaio 2013

Sano egoismo...

E ancora sento dirmi che dovrei pensare un po' di più a me stessa, a cercare di realizzare ciò che voglio e di vivere ciò che voglio, senza paura di deludere perché chi mi vuol bene capirà... E, detta così, la cosa non fa una piega. Giusto, sacrosanto, nulla di più semplice. Ma quanto è difficile poi, nel concreto, attuare le cose e non sentirsi in colpa.

E per chi dice che nell'ambiente urbanizzato c'è poca biodiversità... oltre all'invasione di tarli, che sembrano al momento debellati, sulla testa ho anche una colonia di (presunti) piccioni. Abitando in una mansarda si spera di non avere inquilini al piano di sopra che scassano gli zebedei... e invece no! Dalla mattina all'alba si cominciano a sentire chiaramente dei versi anomali -tipo il ringhio di un lupo della steppa, o il grugnito di un cinghiale in amore- e dei colpi come se stessero cercando di smantellare il tetto. Staranno cercando di creare un'apertura per entrare in casa? E' possibilissimo, perché a volte trovo uno di questi insulsi volatili sul davanzale della finestra che guarda all'interno e dà le beccate sul vetro! Una roba inquietante, soprattutto quando succede in bagno.
Sarà sano egoismo lottare per sterminarli, come ho fatto con i tarli, o devo imparare a conviverci e rispettare la loro natura di creature invasive e insopportabili?

lunedì 7 gennaio 2013

TARLI - ditemi come sterminarli!!!

Non è dato sapere nè quando nè come, ma un giorno, che sto maledicendo con tutta me stessa, mamma tarlo entrò in casa e ritenne cosa buona e giusta che il fighissimo (?) soffitto di travi in legno a vista diventasse casa sua e dei suoi piccoli. Così decise di infilarsi nella fessurina tra una trave e l'altra e deporvi le sue uova. Tante uova. Fessurina ubicata fra l'altro esattamente sopra il letto, dalla parte dove io metto la testa quando dormo. Un malefico giorno dello scorso novembre le uova cominciarono a schiudersi, lasciando cadere dapprima il guscio dei baby tarli insieme a una sorta di segatura, poi le larvette bianche che sarebbero diventate insetto. Bello rifare il letto e trovarci le larve. Già.

Prontamente io e il pusher andammo a comprare l'antitarlo da passare sulle travi, ma la situazione peggiorò. Perchè sentendosi minacciate dal veleno, le larve continuarono a uscire anziché morire dentro la trave e non rompere più le scatole, come avevamo auspicato. Veleno per modo di dire, perché ha fatto loro solo il solletico, visto che i tarli rimasti dentro sono diventati grandi - tanto grandi - e ci siamo svegliati una mattina con la stanza da letto invasa da questi esseri orrendi e svolazzanti.
Lasciato perdere l'antitarlo a favore di un veleno più potente per tutti i tipi di insetti, riuscimmo a far uscire tutti i tarli adulti (ne abbiamo contati più di un centinaio) e a sterminarli, riprendendo possesso della stanza da letto.

Ieri ho ritrovato segatura nel letto e un guscio di tarlo... NON E' POSSIBILE!!! Sono riusciti a deporre comunque le uova, che ora si stanno schiudendo? Io chiamerei la disinfestazione, ma il pusher, da classico maschio di casa opta per il fai da te! Ci proverà gusto a lottare contro gli insetti???

Se avete conosciuto esperienze analoghe, sono benvenuti suggerimenti e consigli... Grazie!