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mercoledì 20 febbraio 2013

Evviva le Poste Italiane...

Non mi sembra giusto generalizzare. Sono convinta che esistono persone educate che sanno fare il loro lavoro, e lo sanno fare egregiamente. 

Però...

...perché, quando entro in una qualsivoglia filiale delle Poste Italiane, di una qualunque località italiana, trovo nove volte su dieci le stesse identiche situazioni snervanti? 

1) C'è coda. Tanta coda.
2) Uno dei clienti allo sportello si sta lamentando per qualcosa e l'impiegato gli sta rispondendo, a voce troppo alta e con una punta di strafottenza, che non è colpa sua.
3) I computer o si sono bloccati o sono lenti. E' per quello che c'è coda.
4) Arriva finalmente il tuo turno allo sportello. Dall'altra parte però, l'impiegato sarà sicuramente girato a parlare con quello di fianco di cose tipo "questo come lo devo fare?" oppure "questo foglio dove va messo?"
5) Una volta che l'impiegato si è liberato e magari si è anche accorto della tua presenza di fronte a lui, devi essere comunque tu per primo a dirgli "Buongiorno", e non l'impiegato a te, come invece andrebbe giustamente fatto, visto che il cliente sei tu e quindi sei tu che cacci i soldi.
6) La sua risposta al tuo buongiorno è "sì?" oppure "dica" oppure "prego". Accompagnati da una faccia da maiale morto, con un espressione che comunica solo scazzo e noia. Quasi mai un "Buongiorno a Lei" come risposta. Posizione semisdraiata sulla sedia. Inutile aspettarsi un accenno di sorriso o un atteggiamento un minimo professionale che chi è a contatto con la clientela dovrebbe tenere.
7) Se hai già chiesto la stessa informazione in un altro ufficio, probabilmente in questo ti verrà data una versione differente.
8) Arrivederci e buona giornata? Qualche volta è capitato che me lo dicessero, solo in risposta al mio arrivederci, però.

Io faccio un lavoro strettamente a contatto con la clientela. 
Io servo le clienti e spesso mi trovo a doverle consigliare usando parole che vanno pesate sapientemente, soprattutto quando mi viene posta una delle domande ricorrenti, "sembro grassa?". 
Devo essere io per prima a salutare i clienti che entrano e devo farlo con un bel sorriso stampato in faccia, guardandoli negli occhi. Devo mostrarmi completamente a loro disposizione, per quello che mi compete.
Devo essere sempre gentile e mostrarmi sempre disponibile, anche quando sono stanca, anche quando il cliente è petulante, anche quando ho il ciclo e non sto bene, anche quando mi scappa da andare al gabinetto, anche quando mi prude da impazzire la pianta del piede.
Mi si raccomanda di avere sempre un look pulito e ordinato, e di assumere una postura adeguata.
Questo si chiama customer service.

Queste situazioni, viste per l'ennesima volta, mi hanno portata a chiudere senza alcun pentimento il conto corrente che avevo in Posta per aprirne uno in banca, dove l'impiegato ti riceve personalmente e ti fa accomodare nel suo ufficio, non parla ad alta voce dei cazzi tuoi davanti a tutti!, ti stringe la mano, è in giacca e cravatta, ti spiega tutto nel dettaglio, sa le cose!!!, ti dà il suo recapito telefonico e e-mail per qualsiasi informazione, ti risponde!!!... e il conto costa pure di meno.

Che dire...


13 commenti:

  1. dico che hai fatto bene e che le tue poste sono come le mie ad Ancona. Qua -stranamente- ho trovato 2 cassiere gentili con cui ho instaurato un discreto rapporto e cerco di andare da loro, perche' almeno sono gentili, sorridono e abbastanza competenti. Anche io lavoro al pubblico e ti do ragione su tutta la linea.

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    1. Meno male, c'è qualcuno che ha voglia di lavorare come si deve...

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  2. Si sa è colpa dei comunisti se non funziona nulla in Italia! Anche se Poste Italiane ormai son...tedesche da un pezzo! io cerco di andarci il meno possibile..però quando tocca, tocca!

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    1. io sto cercando di capire se c'è un'alternativa non troppo dispendiosa alle Poste! Centra poco pubblico o privato, credo che piuttosto conti il fatto che in alto non ci sia nessuno che imponga ai dipendenti di lavorare come si deve.

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  3. verissimo! in genere, quando tocca a me, l'impiegato va in pausa! ciao, gaia

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    1. Ciao Gaia,
      che cosa snervante quando chiude lo sportello proprio quando è arrivato il tuo turno!!! :[

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  4. Ciao, ho fatto per 40 anni l'insegnante di scuola dell'infanzia e con i bimbi e famiglie, disponibilità al cubo!
    Vivo in un paese , eppure lo snervamento postale è ...al cubo anche quello!.
    Ma conosco anche in quell'ambiente tante brave persone...
    Saluti
    Marilena
    ps: mi sono unita al gruppo dei lettori. Se ti fa piacere ti aspetto sul mio schiaccianoci


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    1. Ciao Marilena,
      grazie, verrò a trovarti!
      Penso che in Posta si sentano autorizzati a comportarsi così anche perché certe cose puoi farle soltanto lì, e comunque gli Uffici postali sono diffusissimi, praticamente ovunque! Ci vuole un'alternativa...

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  5. Ah, la simpatia degli impiegati alle Poste...! Mi è capitato solo un paio di volte di incontrare un'impiegata sorridente e disponibile, ma forse giusto perché era un ufficio piccolino e periferico, non c'era nessuno e probabilmente si stava rompendo e aveva voglia di fare due chiacchiere!

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    1. Caso più unico che raro, comunque esistono anche persone che sanno e hanno voglia di fare bene il loro lavoro.

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  6. Credo che le poste siano l'incubo ricorrente di ogni Italiano medio:sai quando entri e non sai quando esci e soprattutto se quando uscirai sarai riuscito a risolvere il tuo problema! E menomale che ormai molte bollette si possono pagare al tabacchino... ne abbiamo guadagnato tutti in salute mentale!

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  7. Geniale e, soprattutto, vero in tutta Italia. In ogni caso, riconosco che spesso, anche quando ti congedi, non ricevi mai un "arrivederci". E hai fatto caso che quando manca un solo numero al tuo numero (e il numero appena chiamato non c'è) e la tipa ti guarda mentre sei in modalità "blocchi di partenza" (quindi capisce che il numero dopo è il tuo) e fa una pausa molto più lunga delle altre prima di pronunciare il numero successivo?

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