Lilypie First Birthday tickers

giovedì 23 gennaio 2014

Monotematicamente...

Non sono mai stata una grande scrittrice, aggiorno il blog regolarmente ma ho sempre scritto con parsimonia.
Poi adesso diventerei senza dubbio estremamente monotematica, quindi meglio contenersi. Ciò che è veramente importante, ciò che mi passa più di tutto per la testa, è il piccolo ospite dentro il mio corpo -che tanto piccolo non è più- e tutti gli argomenti a lui correlati. Mancano solo 52 giorni... e onestamente spesso spero che decida di farsi vedere anche un po' prima, perché il peso stimato alla nascita a termine è circa 3.400 kg... 
Ormai cerca di allargarsi in tutte le direzioni, ma ama soprattutto spingere contro la mia gabbia toracica. Sembra davvero che sia appollaiato sulle mie costole, e la conseguenza è spesso la sensazione di una spada conficcata nella schiena che oltrepassa la gabbia toracica da dietro ad avanti, e una posizione comoda per me non esiste. Per non parlare di quando decide di piantarsi sulle vertebre lombari, ma lì quando insiste credo di aver trovato un modo per spostarlo un po'.

La ginecologa, misurandogli il femore ha detto "un bimbo dalle gambe lunghe", abbastanza sopra la media, e non si è ancora capito bene perché, vista l'altezza dei genitori (1,63+1,70). Entrambi di costituzione minuta. Buon per lui, meno per me che devo tenerlo dentro e poi spararlo fuori... Odddio. Non devo pensarci.
Per il resto pian piano si fanno acquisti, si ricevono regali e si riempie la valigia per l'ospedale. Tra poco arriverà anche il lettino e lo spazio in casa sarà sempre meno... Comincia anche il pensiero "cazz, abito al terzo piano senza ascensore, non c'è spazio per il passeggino, ecc..." ma anche a quello troverò una soluzione, senza impazzire, spero.
Per il resto... secondo voi è normale che io abbia scelto il nome per il bimbo, ma che non riesca ancora a riferirmi a lui con il nome che ho scelto? Forse non riesco ancora a considerarlo un individuo a sé, ma ancora solo un'estensione di me stessa... Quando mi dicono "siete in due" a me fa ancora strano, davvero, ammetto che mi dà quasi fastidio...

lunedì 16 dicembre 2013

In sostanza, sempre qui che aspetto

L'enorme quantità di tempo libero che mi è stata regalata per questo evento probabilmente unico e inaspettato della mia vita la sto occupando come posso. Ho fatto un corso di fotografia. Ho cominciato un nuovo tipo di yoga. Mi sono addirittura iscritta a un corso di traduzione letteraria, pagato mezzo rene. Mi sto informando su tutte le attività fattibili da mamma con gnomo al seguito e sto esplorando i dintorni a me sconosciuti alla ricerca di parchi e parchetti per lasciargli esprimere in pace tutta la sua vivacità. Senza contare che sto letteralmente saccheggiando le biblioteche di città e dintorni. 
Buona parte dei libri che prendo in prestito parla ovviamente di maternità, allattamento e puericultura. Ne sarò forse uscita più saggia ed esperta? Macchè! Come per qualsiasi cosa, mi sono resa conto ognuno ha una diversa opinione in merito e che tutte le teorie e i consigli che ti propinano, anche se completamente divergenti da un autore all'altro, sembrano supportati da studi scientifici, antropologici e biologici inattaccabili, ma soprattutto da esperienze pratiche delle autrici, così reali da farti sembrare tutto estremamente sensato e inopinabile (anzi, quasi tutto... in effetti di teorie opinabili di autrici mezze invasate ne ho trovate, eccome).
Comunque... resta il fatto che ogni cosa che succede ha come sottofondo l'attesa. E' il periodo in cui lui c'è, ma non c'è ancora. Lui è concreto, ma è anche solo un'idea. Tutto è commisurato al periodo di tempo che ci divide dal suo arrivo; tutto ciò che si sceglie di fare è tarato in funzione della fatidica data in cui il piccolo ospite smetterà di dare calci da dentro per cominciare a darli da fuori... 
Anche se adesso oltre a dare calci sembra che si stia allenando per le Olimpiadi: pare che la sua specialità siano tuffi carpiati con salto mortale a quadruplo avvitamento. E a tal proposito c'è una cosa che nessun autore di nessun manuale infallibile mi ha spiegato: perché i neonati durante le prime settimane di vita sembrano dei rospetti narcolettici, che dormono (dovrebbero dormire) almeno 18 ore al giorno, ma il feto (il mio feto) durante il sesto/settimo mese in pancia sembra che abbia già la mobilità e il ritmo sonno/veglia di un bambino di quattro anni? Veramente, non capisco.

mercoledì 6 novembre 2013

Mi rifiuto.

Perché io non capisco da quando è così difficile organizzare un incontro con un amico. 
Non capisco come sia possibile che quasi tutti siano così super impegnati e presi dalle incombenze della vita da proporre un incontro almeno una settimana dopo esservi sentiti, se non un mese dopo, per poi paccare spudoratamente senza nemmeno una scusa ben precisa o realmente valida. E molto spesso sono proprio loro che chiamano e propongono il giorno dell'incontro, eh.
Un esempio: amica disoccupata, quindi bellamente nullafacente, tanto quanto me in maternità. Abita in città, dunque incontro fattibilissimo. Non sono ancora riuscita a vederla per dirle della gravidanza, e sono quasi al sesto mese, ormai. Non mi piacciono sms, chat e telefono per dare queste notizie, se non quando non sia realmente impossibile incontrarsi. Almeno alle persone vicine vorrei dirlo di persona, leggere la sorpresa e la contentezza (si spera) nei loro sguardi.
Macché! Nell'epoca di internet e smartphone imperanti, sembra che quei malefici oggetti rettangolari siano l'unica via per gestire i rapporti umani e le situazioni della vita.
Onestamente, mi rifiuto. Non ho uno smartphone e mi rifiuto di averlo. Non ne sento la necessità. Non mi interessa essere connessa col mondo ovunque e comunque, se poi l'unico amico che realmente rimane è un cellulare. Lo trovo triste, disumano, diabolico. Il progresso scientifico e tecnologico dovrebbe migliorare la vita, non sostituirsi ad essa.
Ecco, cara amica: sarò esagerata, ma all'ennesimo "non posso perché fa troppo freddo/troppo caldo/piove/c'è vento/ho la pulizia dei denti/il dottore/l'idraulico/la gatta in calore/i suoceri/i genitori/il fidanzato/la cugina" penso che piuttosto che dirti della gravidanza via telefono o aspettare la perfetta congiunzione astrale per poterti incontrare per un caffè, preferisco non fartelo sapere. 

giovedì 10 ottobre 2013

Potrei dire tante cose...

Un bel buco temporale nel mio blog, in cui avrei potuto scrivere qualcosina...

...che venerdì sera, mentre ero sdraiata sul divano bella tranquilla, a sfondarmi della tv spazzatura di Real Time o cagate affini, sento qualcosa muoversi nel mio basso ventre, qualcosa simile a movimenti intestinali, ma comunque diverso da ogni sensazione mai sentita... ebbene, da allora sento sempre più spintarelle provenire da dentro il mio utero! 17 settimane e già così agguerrito??? Chi l'avrebbe immaginato?

...che nonostante questa vivacità dell'esserino, la mia gravidanza non sta procedendo in maniera proprio fisiologica... Alla fine del quarto mese sono stata già tre volte al pronto soccorso per perdite ematiche di natura sconosciuta (che comunque si sono risolte), mi hanno già fatto ben 6 ecografie, contro le 3 o 4 sufficienti per tutta una gravidanza normale, e sono seguita da un ambulatorio di patologia della gravidanza a causa di un abbassamento vertiginoso delle piastrine nel sangue... devo rimanere controllatissima, o rischio parto prematuro o nascita sottopeso.

...che nella sfiga della situazione, ho la "fortuna" di essere seguita in corsia preferenziale dall'ospedale che volevo io, che è rinomato e dunque sempre molto affollato e nel quale inizialmente non avevo trovato posto.

...che grazie a tutte queste ecografie, so già che il piccolo è un maschietto, cosa che comunque dall'inizio ho sempre sospettato.

...che tutti in famiglia hanno gioito e gioiscono con me e per me per il nuovo arrivo... nella MIA famiglia. Un po' meno in quella del Pusher, fatta di poche persone, palesemente abbienti e benestanti, che la prima cosa di cui si sono preoccupati, guarda un po', è dei soldi! Sentirmi dire "qui soldi non ce ne sono", senza che nessuno gli abbia peraltro chiesto assolutamente niente, l'ho trovato in primis di una cafonaggine senza limiti, oltre alla dose di tirchieria connessa. E' proprio vero che quando più ne hanno... Per fortuna noi siamo diversi.


lunedì 26 agosto 2013

Come si cambia

Il freschino di fine estate mi ha sempre messo una gran malinconia, prima di quest'anno. Una sensazione di qualcosa di perduto. 
Mai come in questi giorni in cui invece ho benedetto l'aria fresca che invita a coprirsi un po' di più, le scarpe chiuse e più comode, i pantaloni lunghi. Sarà lo stato "interessante" che mi ha resa molto intollerante a certe cose, saranno i trenta compiuti che si fanno sentire, o è un mix di cose, chi lo sa. E' che ho passato un'estate a sentirmi veramente tanto stanca, e il caldo non mi ha aiutata per niente.
Mai come nelle ultime settimane faccio colazione alle 9, e alle 11:30 ho già una voglia matta di pranzare, tipo stamattina, con il risottino avanzato dalla cena di ieri sera. O con i toast prosciutto cotto, sottiletta e carciofini... Ma sono io o le sottilette, le "original", hanno cambiato sapore e consistenza? Perché dopo anni che non le compravo, riassaggiarle mi ha lasciata un po' delusa...
Momenti di serenità si alternano repentinamente a momenti di malinconia e angoscia... Non riesco a sentirmi per niente mamma. E tecnicamente sarebbe normale, in quanto effettivamente ancora non lo sono. Ciò che mi ricorda che tra alcuni mesi lo sarò è solo la nausea, la stanchezza anomala e i doloretti alla pancia. Sto per completare il terzo trimestre e ho un leggero accenno di panzetta, tette marmoree e niente di più, come è normale che sia. 
Cerco di razionalizzare e convincermi che è normalissimo sentirsi in forse, soprattutto quando la gravidanza non è stata propriamente voluta e cercata e quando la situazione familiare che si verrà a creare non è esattamente rispondente alla "propria" normalità, al concetto di famiglia a cui si è stati abituati e che si è cristallizzato nella mente. Avevo in mente un concetto di famiglia nel quale né mio figlio né la figlia del Pusher cresceranno mai. Ho paura che gli attacchi di gelosia della bambina (con annessa immensa stronzaggine bambinesca), adesso indirizzati solo a me, ricadranno poi inevitabilmente sul fratello/sorella in arrivo. Ho paura della mia inadeguatezza, ho paura di tutto e di più.
A momenti ho anche paura che le paure e la delusione siano più forti dei sentimenti che provo per lui, che siano in grado di inghiottire tutto quello che c'è di bello. Tra poco finirà il primo trimestre e l'idea di dare la notizia ufficialmente lasciando trasparire quel velo di tristezza e preoccupazione, mi fa passare la voglia di dirlo a tutti.
Ma poi passa, e penso che in fin dei conti non sono così messa male.

lunedì 19 agosto 2013

A casa

Quindi da oggi inizia ufficialmente la mia maternità anticipata. 
Non perché abbia minacce d'aborto o altri problemi particolari (eccetto sporadici attacchi di vomito o risvegli nel cuore della notte in preda alla nausea, tipo stanotte...).
No, semplicemente lavori come il mio sono considerati a rischio e quindi ti ci mandano, vuoi o non vuoi.
Non che sia un lavoro particolarmente stressante, il mio, ma effettivamente lavorare in negozio da sola e sempre in piedi e doversi arrampicare per prendere la merce sugli scaffali non è il massimo nella mia condizione. Certo sono tornata da poco da un viaggio in Corsica, dove sono praticamente arrivata a scalare una scogliera, con 35°C, ma vabè... quando ho organizzato il viaggio ancora non sapevo.

"Che culo! Ti pagano per stare a casa a non far nulla!" direte voi.

"CHE PALLE!!! CHE CAZZ FACCIO TUTTO IL GIORNO A CASA???" dico io!!!!!!!!

Tutto il corredino a maglia e uncinetto? Gli costruisco a mano il lettino?

Datemi dei suggerimenti perché potrei impazzire...

martedì 30 luglio 2013

Annunciazione!


Questo accadeva verso il 9 di luglio:


Tutto il resto è nausea, mal di testa, mal di pancia, innumerevoli risvegli pipì notturni e la pressione sotto i piedi. Per ora.

Ah, dimenticavo: le tette. Tette enormi e doloranti, che a momenti prudono anche. Perché partendo da una terza, sono già diventate di una dimensione imbarazzante, per una che pesa 48 kili ed è tendenzialmente timida. Vi garantisco che andare in giro con tutto 'sto davanzale è faticoso, in tutti i sensi.

Ovviamente tutto questo non era programmato. Anzi, vi dirò che giugno è stato un mese particolarmente intenso e stancante per me e il Pusher, per cui sappiamo dire con certezza anche l'unico giorno in cui è possibile che sia stato concepito. Bersaglio centrato in pieno. Che culo.

Il Pusher, che era al settimo cielo, due ore dopo la notizia aveva già programmato l'acquisto di passeggino / lettino / fasciatoio / tutine / pannolini / scaldabiberon / omogeneizzatore / bicicletta / macchina... mentre io meditavo di scendere e buttarmi sotto la metropolitana.

Ce l'ho fatta, ve l'ho detto. Adesso tocca informare tutti gli altri. Ma facciamo dopo le vacanze, perché vorrei godermele in pace...

Domenica si parte per la Corsica!!! :)

martedì 23 luglio 2013

In poche parole

Una grande grande grande novità nella mia vita.

E prima di riuscire a dichiararla, la devo metabolizzare...


mercoledì 3 luglio 2013

Miracoli

Sapete cos'è questa pianta nella foto?


Io ho scoperto da poco essere una pianta di pomodori.

E' cresciuta senza un perché, se non per sua stessa volontà di vivere, in un vaso sul davanzale della cucina.
Un vaso quasi dimenticato, un vaso in cui quest'inverno giaceva una pianta morta e pietrificata, che ho lasciato lì senza ovviamente mai darle una goccia d'acqua in quanto era appunto morta, pensando di riutilizzare il vaso con la terra in primavera per piantarci qualcos'altro. Tra l'altro è un davanzale coperto da una tettoia profonda, quindi posso assicurare che non ha potuto ricevere acqua nemmeno da madre natura. Un davanzale dove batte anche poco il sole. Un luogo quasi inadatto alla vita, in poche parole.

Qualche mese fa, presa dal trip del giardinaggio primaverile, ho deciso di togliere la pianta morta dal vaso e ... sorpresa! Sotto la pianta morta trovo un piccolo germoglio. Ovviamente curiosa di vedere cosa ha portato il vento, quasi sicuramente un'erbaccia, la lascio lì e comincio ad annaffiarla, sai mai. Col tempo mi accorgo che le foglie sono profumatissime, un profumo simile a una verdura. A pensarci bene un profumo molto simile a quello dei pomodori o dei peperoni. Faccio una ricerca su internet e scopro che avevo ragione, è una pianta di pomodori.

Adesso vorrei sapere una cosa: quante possibilità su un milione ci sono che in città, in un vaso abbandonato su un davanzale senza un filo d'acqua e poco sole, riesca a crescere rigogliosa una pianta di pomodori? Quale strano viaggio ha fatto quel semino? Con quanta energia ha deciso di vivere?

Le stesse possibilità che io vinca la lotteria.

Morale della favola: preparo la mia combinazione e vado a giocarla.

venerdì 28 giugno 2013

Summer Survey

Grazie a Nonsense per avermi scelta! Nella forzata ricerca del bello della vita che mi sono imposta
Regola: elencare 10 cose che ami dell'estate e nominare altri 8 blog.

1. I piedi curati.
2. La pelle liscia e abbronzata, soprattutto le gambe, che d'inverno sono inguardabili.
3. Poter dormire ignuda...
4. Le pesche, quelle a polpa gialla con la buccia liscia. Adoro!
5. Girare con la decappottabile aperta.
6. L'aperitivo e i concerti all'aperto, a Milano rigorosamente ricoperta di repellente... Autan must have di stagione!
7. Andare al mare, benché io non sia una da spiaggia 8 ore al giorno, nè da tintarella violenta, e nelle ore più calde mi piaccia starmene tranquilla all'ombra.
8. Fare colazione in balcone/terrazzo/giardino, con la brezzolina e gli uccellini che cinguettano... balcone/terrazzo/giardino che al momento non ho, ma se l'avessi... e l'avrò, spero.
9. Vedere le mie piante risvegliarsi e crescere a ritmi velocissimi, dopo il letargo invernale... una gran soddisfazione!
10. Last but not least: LA LUCE, tanta luce, dalla mattina presto alla sera tardi!

Vediamo chi coinvolgere... se vi va!

Assenzio
Pì
Ladybug
Bri
Giorgiag
Gamibu
lasnues
Nadia