Lilypie First Birthday tickers

mercoledì 1 febbraio 2012

Il diavolo veste ********

Il primo approccio con la mia nuova capa (stralci di conversazione):

"Tu a cosa sei abituata? Se lì eri libera di autogestirti, sappi che qui non sarà più così. Avrai tutto il tempo i miei occhi puntati addosso."

Certo, sarà più dura ma sicuramente lavorare nel negozio diretto dà più soddisfazione. Poi qui anche la zona fa tanto, è molto più trafficata e c'è clientela di un altro tipo... 

Sappi che non è facile. Anche qui abbiamo una concorrenza spietata. E immagino che se il punto vendita dov'eri prima ha chiuso la colpa è di chi ci lavorava... 

Ma ti posso assicurare che c'erano giornate intere in cui non entrava quasi nessuno... E comunque se hanno chiuso tutti i punti vendita d'Italia, vuol dire che il problema non era di certo il mio modo di lavorare...

"Sappi che qui siamo aperti 7 giorni su 7. Lavorerai quasi tutte le domeniche."

Beh sì, meglio, perché visto che mi avete diminuito le ore di lavoro almeno recupero qualcosa con le maggiorazioni domeniche/festivi... E comunque anche dall'altra parte funzionava così.

"Il negozio chiude alle 20:30, ma non pensare di andartene appena chiude! Non so dove abiti, ma sappi che le cose stanno così."

Non c'è problema, abito a 20 minuti...

"Tu ti trucchi? Esci tutti i giorni truccata? Perché sappi che qui bisogna avere una certa presenza"

Certo, ovviamente, nei lavori a contatto con la gente, come quello di commessa, bisogna avere presenza...

COMMESSA???? Negli altri negozi ci saranno le commesse, in questo negozio NO. Qui ci sono le addette alla vendita. E bisogna usare un gergo di un certo tipo con le clienti! E sappi che qui abbiamo dei numeri da raggiungere. Ogni addetta alla vendita ha un risultato da raggiungere proporzionato al numero di ore che lavora. Se si decide un numero, devi raggiungerlo. E lo si raggiunge solo lavorando in un certo modo, che avrai modo di vedere."

Per quanto riguarda gli orari, ci sono turni fissi o si decidono settimana per settimana?

"NO, non si decidono. IO li decido, settimana per settimana."

...Bene... quando comincio?

Dalla settimana prossima. Questa settimana sei in ferie. Decisione aziendale.




:::A I U T O:::

martedì 31 gennaio 2012

Chiuso

Dopo una settimana a togliere placche anti-taccheggio
a piegare e imbustare uno a uno più di 800 articoli
a bippare codici a barre
chiudere scatoloni
respirare polvere
smontare e imballare manichini
discutere con corrieri e magazzinieri...
sono decisamente provata nel corpo e nello spirito!
Ma finalmente la chiusura del punto vendita volge al termine.
E una nuova avventura avrà presto inizio!
Per oggi ho dato abbastanza. Vado a collassare a letto.

giovedì 26 gennaio 2012

Credevo, e invece...

Le prime impressioni spesso mentono.
Le persone -chi più chi meno- portano una maschera, o forse siamo noi a farci idee sbagliate.

Fatto sta che il pusher di attenzioni si è rivelato un ragazzo complesso con una situazione ancor più complessa.
In primis la difficoltà di coniugare la vita di trentenne single con la responsabilità di una figlia della quale ha l'affido quasi completo.
Il sottile stato d'ansia che lo accompagna quasi costantemente; l'insonnia al pensiero di alzarsi ogni mattina e dover farsi carico delle esigenze di una figlia.
Il grande grandissimo bisogno di una persona affianco, che -probabilmente- giustifica il suo dare tanto, costantemente. Il bisogno di una persona che capisca lui e la sua situazione. E sentirmi dire che ha finalmente ha trovato una persona (io) che riesce a capirlo... mi ha un attimo messa in difficoltà, ecco.

Se ho capito bene come stanno le cose... a questo punto la situazione si è ribaltata. A questo punto sono io che non so se me la sento. Che mi aspettavo una roba più soft. Che questa situazione comincia a sembrarmi pesante e praticamente non è ancora iniziata.

Mi piacerebbe tanto riavere un po' di Tolosa, dove tutto era così semplice...

lunedì 23 gennaio 2012

Addicted

Regali regali regali

Un ragazzo inaspettato pieno di attenzioni inaspettate
- attenzioni di qualsiasi genere possibile -
quelle benedette/maledette attenzioni di cui io so di essere pesantemente dipendente.

Inviti alle terme, al cinema, a cena, a viaggi...
E i complimenti, tanti complimenti notoriamente efficaci su noi donnine.

E le mie solite domande... cosa vorrà da me? Non è un po' troppo? Sono una delle tante? E' l'ultimo dei gentlemen o un Don Giovanni impenitente con un buon portafoglio? Sicuramente uno che sa cosa piace alle donne. Adesso è da vedere se questa abilità è usata eticamente...

E la cosa strana è che sono anche stanca di avere paura.
La paura dura solo un attimo perché ho capito che si soffre comunque anche mettendo barriere.
O semplicemente perché a 'sto giro il desiderio di essere felice è più forte di tutto.

Allora decido di buttarmici dentro, che tutto sommato quei quattro frammenti di cuore rimasti non hanno molto da perdere.

venerdì 13 gennaio 2012

Cannibalismo post dentista

Ora di pranzo. Prima di entrare a lavoro vado dal dentista e mi curo la carie. Ho il labbro inferiore completamente addormentato dall'anestesia.
Dentista: - "L'effetto dell'anestesia sparisce tra un paio d'ore. Mi raccomando, attenta a non morderti il labbro!!!"
Io: - "Mordermi il labbro??? Ma va, figuriamoci!"

Mancano venti minuti per entrare a lavoro, sono affamata e decido di farmi un panino.
A un certo punto mi accorgo che il labbro mi sanguina. Tempo un quarto d'ora e mi si gonfia che sembro Nina Moric. Corro dal dentista.
Io: - Aiuto! Ho mangiato e mi si è gonfiato il labbro!!! Cos'è? Una reazione allergica?????
Il dentista (ridendo): - "Ah! Ti sei masticata il labbro! Hai strappato via anche un pezzo di gengiva! Era buona? Mettici il ghiaccio, si sgonfia tra due o tre giorni."

Meno male che ero anestetizzata e non ho sentito alcun dolore.

mercoledì 11 gennaio 2012

Prova

Salto mortale carpiato incrociato con triplo avvitamento del mio pc, dalla scrivania al pavimento.

Il pc sembra uscito illeso.

L'ho fatto cadere inciampando nel groviglio di fili pc - phon - lampada - radiosveglia.

Io pure apparentemente illesa.

Bene.

lunedì 9 gennaio 2012

Lo svacco negato

Quand'è che avere un giorno libero dal lavoro significherà 
poter svaccare beatamente sul divano 
o dedicarsi ad altre amenità simili
senza pensare a una beata mazza?

venerdì 6 gennaio 2012

Più o meno

L'Epifania... tutte le feste si porta via. Meno male, va, aggiungerei.

Tra pranzi, cene, cenoni, serate e quant'altro sono un po' uscita dalla carreggiata per quanto riguarda le tempistiche della tesi. Un lavoro ansiogeno, stancante, dispendioso e semplicemente inutile, perché la tesi, salvo rari casi, non te la leggerà mai nessuno.

La febbre dell'acquisto dei regali di Natale -che già io sinceramente non ho mai avuto- più adesso la febbre dei saldi... mi sta portando a non poter soffrire la gente! Quando si lavora in un negozio, questo periodo dell'anno ha l'effetto tornado. Mi sembra passato addosso l'uragano Katrina, avrei bisogno di due/tre giorni in una spa, a fare una beata mazza di niente e farmi coccolare, staccando il cervello da questa vita e immaginandone una ritagliata esattamente per me...


E poi tutto l'alcool e il cibo ipercalorico ingurgitato... non ne parliamo. Devo ancora smaltire il tutto...

Per fortuna Milano mi sta regalando l'inverno più assolato che io mi ricordi. Tanta luce, cielo azzurro. Luce che mi fa spalancare gli occhioni come una bimba. Ovviamente fa freddino, ma neanche tanto.



E poi... uomini più o meno interessanti che mi chiedono il numero di telefono e mi fanno intravedere una via d'uscita dal torpore dei sensi in cui mi sono fossilizzata già da un po'...

martedì 3 gennaio 2012

E' tempo di...

E' tempo di aggiornare il curriculum... e puntare all'obiettivo.

è tempo di smettere di nascondersi dietro frasi come "quasi sicuramente non ci riuscirò"
o "è troppo difficile"...
solo per essere giustificata a impegnarmi di meno e non affrontare qualche rifiuto.

Che per avere i "sì" bisogna anche avere le palle e correre il rischio di beccarsi qualche "no".

L'ottimismo è schiacciato dall'ansia del tempo che passa, e anche se tu in realtà non ne senti per niente il peso ci pensano gli altri a ricordartelo e a crearti il problema.

Il mio mondo ha perso di definizione, perché io ho lasciato che sbiadisse e perdesse di definizione.

Disorientata per aver perso le mie certezze, per colpa del crollo della casetta che finalmente ero riuscita a costruirmi. Forse sono stata troppo frettolosa. Forse il progetto era giusto, ma le fondamenta troppo deboli, i materiali troppo fragili.
Mi dico che in fondo è stato solo un primo tentativo e mi sono sbagliata. Sbagliando s'impara.

Forse sono un po' più stanca, ma con qualche consapevolezza in più.
E' tempo di trovare quell'equilibrata via di mezzo tra l'ottimismo incosciente e il pessimismo lungimirante.

Ah, dimenticavo:  :)

Ridiamoci su

Geniale! 
Uno dei miei dialoghi cinematografici preferiti!